Liccate e sardaTrappeto

A Trappeto fuggono gli investitori. Le parole amare del consigliere Alfano: “Paese vecchio e depresso”

Trappeto è un paese per vecchi? Se vi fosse almeno questa certezza, le strade da seguire per rilanciare l’economia cittadina sarebbero chiare e dunque percorribili, molto più complicato – invece – è il contesto attuale in cui nessuno pare aver chiaro quale sia il futuro del borgo marinaro: nè la gente, nè tantomeno gli amministratori che, a dirla tutta, seppur armati di semplici tecnicismi e non di azioni coraggiose, ci stanno anche provando ad allettare gli investitori attraversi le agevolazioni sul suolo pubblico.

Cosa accade quando in un paese di mare due attività chiudono le saracinesche per l’ultima volta all’inizio di quella bella stagione che nei paesi vicini di Castellammare, Balestrate e Terrasini rappresenta il boom di turisti e dunque di entrate? Prova a spiegarselo Maurizio Alfano, da poco diventato bellissimo e da sempre ottimo oratore, capace oltremodo di individuare i virus che costringono Trappeto ad una lunga ed estenuante degenza

«Quando chiude una saracinesca, quando i tavolini vengono rientrati per l’ultima volta, un’intera comunità diventa un po’ più povera. – Così esordisce il consigliere di minoranza – Trappeto, proprio quando sta per iniziare la bella stagione, rimane orfana di due esercizi commerciali, sintomo di un paese troppo vecchio anagraficamente ed economicamente depresso. Troppo spesso ci specchiamo in noi stessi, in splendidi tramonti e placide mattinate, ma questo paese poco per volta muore e lo fa senza reagire.»

Parole amare che ben fotografano la vanagloria di un paese perso nel riflesso di se stesso, affaticato dall’apnea sociale e comportamentale della sua gente e dagli spasmi di commercianti e imprenditori traditi da cumuli di scelte e decisioni che la politica negli anni non ha avuto la possibilità, lo slancio o l’audacia di perseguire, un luogo – Trappeto – in cui nulla appare inumidito dal sole, dove la speranza di un futuro sembra venir meno per default nel lento logorio di tanti disinteressati “poi si vìri” mentre si commenta chi sbaracca senza avere nemmeno il tempo di gettare uno sputo di bestemmia perchè già impegnato a trovare un modo in cui potersi reinventare.

«Le poche energie – continua Alfano – si perdono in mille rivoli, in solchi troppo profondi per essere colmati e nel frattempo socialmente Trappeto si spegne. Ho sempre sostenuto che la festa la fanno gli invitati, che bisogna creare una nuova classe imprenditoriale, ma come dirlo a chi credendo in questo paese si è indebitato? Rinascere, ricostruire. Ma senza un progetto credibile ed a lungo termine tutto sembra un’utopia, fuori c’è il mondo intero, ma Trappeto sembra essersi fermato sull’uscio».

Tags
Leggi intero articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button

Il Tarlo Caro lettore, abbiamo qualcosa di importante da dirti! Dal 1998 un gruppo di giornalisti e collaboratori lavora con passione al progetto de "Il Tarlo" per offrirti il meglio delle notizie locali. Se apprezzi il nostro impegno ti chiediamo di mettere un like alle nostre pagine Facebook e Twitter!

close-link
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker