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Balestrate, acqua della diga in mare. Arriva il divieto di Balneazione, opposizioni dure: “Rizzo sminuisce con azioni incompetenti e tardive”

Dopo la denuncia del nostro giornale e l'eco mediatico delle immagini aeree della spiaggia Colonia il sindaco emana il divieto di balneazione temporanea. Insorgono le opposizioni a favore della denuncia ambientale.

A meno di 24 ore dalla denuncia de “Il Tarlo” dell’imponente macchia di acqua mista a terra riversata nello specchio d’acqua tra Balestrate e Trappeto a seguito di uno sfogo dell’invaso Poma sul fiume Jato, arrivano le dichiarazioni della minoranza balestratrese che accusa il sindaco Vito Rizzo di non aver agito per tempo e di aver emanato l’ordinanza di divieto di balneazione sul tratto di mare della spiaggia est solo diverse ore dopo il reportage giornalistico di quanto stava accadendo. E dire che Rizzo, per sua stessa ammissione impegnato in un’intesa giornata di lavoro – aveva anche seguito la diretta de “Il Tarlo”, supportato nell’occasione dalle riprese aeree dell’azienda Loggs di Salvatore Lo Grande.

In quel frangente nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dal primo cittadino se non una laconica considerazione sul presunto sensazionalismo della nostra redazione finalizzato ad ottenere una manciata di click. Il punto di vista ufficiale del primo cittadino arriva poche ore dopo attraverso i microfoni di Michele Giuliano: «E’ probabile – afferma Rizzo – che questo inquinamento sia frutto magari del maltempo dei giorni scorsi che ha causato questo sversamento anomalo proveniente al fiume Jato e dal torrente della foce ovest. Oggi e per i prossimi 4 giorni saranno effettuati dall’Asp nuovi controlli e prelievi. Se i parametri rientreranno nei limiti entro mercoledì potrebbe essere revocata l’ordinanza di non potabilità.».

Le opposizioni, intanto, affilano le armi, secondo il consigliere pentastellato Giuseppe Curcurù occorre più tutela per i cittadini: «Apprendo dal sito del Comune di Trappeto che il 21 agosto è stata emessa una ordinanza di divieto di balneazione per “immissione acqua uso irriguo” . Il comune di Balestrate emette ordinanza di divieto di balneazione il giorno 11 settembre, cioè tre settimane dopo. Perché questa ordinanza tardiva? Chi tutela la salute dei cittadini? Grave sottovalutare problemi seri, gravissimo non essere tempestivi. E’ possibile che solo il Tarlo stia conducendo una ammirevole battaglia a tutela dell’ambiente? Siamo seriamente preoccupati – conclude Curcurù – e non possiamo assolutamente fidarci di una amministrazione incompetente, tardiva, rilassata, incapace di dare il giusto peso alle cose. Ripeto: pretendo che qualcuno spieghi le ragioni di questa ordinanza tardiva.

Anche il coordinamento di “Balestrate Partecipata” interviene con un comunicato stampa imputando al primo cittadino balestrate il fatto di aver sminuito il problema, facendo rimbalzare oltremodo la palla sulla stampa e sulla politica che conduce azioni di denuncia ambientale: «Ieri la redazione de Il Tarlo con grande professionalità riprendeva con immagini dall’alto lo stato di degrado in cui versano tratti importanti del nostro mare, sia sul fronte della Colonia Marina sia nella spiaggia sotto il Cimitero, ancora ieri peraltro segnate dalla presenza di numerosi bagnanti. Le cause, come è noto, sono da ricercarsi nel cattivo funzionamento del depuratore – come da quasi un anno denunciamo –e dalle criticità del torrente Jato e della diga Poma. Fino ad adesso il Sindaco e la sua maggioranza hanno continuato a sminuire il problema come se si trattasse di un fatto casuale e non ripetibile, additando quanti, giornalisti o forze dell’opposizione hanno ripetutamente denunciato tale situazione di degrado e di rischio per la salute pubblica, di allarmismo e di strumentalizzazione politica. Vorremmo dire al nostro Sindaco che non gli è consentito in alcun modo di mentire, sminuire o negare le criticità che incombono sulla nostra comunità e che imporrebbero la presenza di un Sindaco e una Amministrazione autorevoli e che non fugge dai problemi. Un sindaco e una maggioranza che ogni volta ci raccontano di una città virtuale ai limiti di una raggiunta “felicità “ in cui  “i nemici della contentezza” sono, di volta in volta, giornalisti non asserviti al potere o le forze di opposizione che tendono soltanto a strumentalizzare. Caro Sindaco non crediamo che i tanti operatori economici che vedono nel nostro mare una risorsa possano apprezzare il comportamento suo e della sua maggioranza. Sono gli stessi operatori che insieme a noi Le chiedono di svegliarsi da questo lungo sonno che sta mortificando la nostra comunità. Tutti desideriamo fatti e non le solite parole. Il nostro futuro non è in vendita.»

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