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Balestrate, il Consigliere Comunale Giuseppe Curcurù scrive al Presidente della Regione Musumeci

Giuseppe Curcurù, consigliere comunale nel Comune di Balestrate e portavoce del M5S Balestrate, ha scritto una lettera al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. Pubblichiamo integralmente la letterà del Consigliere Curcurù

Egregio Presidente,

sono un Consigliere comunale per il Movimento 5 stelle, un cittadino siciliano, un osservatore attento e critico. Non Le scrivo da convintissimo sostenitore della mia parte politica, ma da uomo e da cittadino. Negli anni il mio legame con l’isola si è rafforzato per ragioni che sfuggono al mio controllo razionale. Pur essendo visibilmente carente nei servizi, lontana da forme di moderna eco sostenibilità, precaria nella gestione della sanità pubblica, malata di clientelismo ed anti meritocratica per eccellenza, l’isola riesce ad ammaliare magicamente e sembra, quasi per incantesimo, convincerti che, malgrado tutto, devi evitare di fuggire. Restare per sconfiggere la malattia!

Ma non può essere così per tutti. Dati Istat alla mano, la Sicilia scende sotto i cinque milioni di abitanti, 100mila sono andati via rispetto all’anno precedente, 400mila rispetto a quattro anni fa. Le iscrizioni a scuola scendono di 12mila unità. Denatalità ed emigrazione le cause principali. Operai, laureati, giovani legittimamente ambiziosi, capiscono che questa terra seppellisce sogni e speranze, rende difficile la quotidianità, abbassa la qualità della vita.  Noi ce ne accorgiamo dalle strade svuotate, dalle porte sbarrate di abitazioni costruite con sacrifici, dalla lenta e progressiva trasformazione dei luoghi di vita in spettrali luoghi della memoria dove, al rientro estivo, ogni incontro tra amici e vicini comincia con ti ricordi quando….

Così la felice isola che Catone il Censore definì granaio della Repubblica, nutrice al cui seno il popolo romano si è nutrito, oggi diventa luogo di esercizio di potere senza programmi. Inutile girarci attorno, la colpa è della politica, anzi di quella politica che non riesce a trasformare la sete di potere e di privilegi della casta in progetti per le generazioni, a fare dell’ ”etica della responsabilità” l’unico vero pilota dell’azione di governo.

Sono convinto che ogni uomo politico, animato da sinceri interessi per il sociale, desideri essere l’autore di quei cambiamenti strutturali che migliorano la qualità della vita dei cittadini e danno dignità a quanti sono costretti a chiedere assistenza. Lei è nel posto giusto per essere l’autore dei cambiamenti, per trasformare i privilegi di pochi in diritti di molti, per invertire i dati Istat, per dare speranza di ritorno a quanti desidererebbero riaprire quelle porte chiuse! Qual è il limite? Cosa può frenare il bene?

Non può esserci limite, se non quello che ognuno di noi pone davanti a se stesso. Non può esserci migliore azione politica di quella che riconosce le proprie colpe e si attiva per cambiare, sbarrando la strada a velleitari mediocri ed arrampicatori di mestiere. Non può esserci realtà se prima non c’è un sogno.  Si interroghi sui suoi sogni e su come potrebbe farli diventare realtà. Potrebbe trovare uomini e risorse disponibili. Ma deve avere il coraggio di osare. Non pensi alla prossima competizione elettorale, ma a quello che può fare oggi per le prossime generazioni.

Le auguro un buon lavoro.

Cordialmente,

Giuseppe Curcurù

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