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Carabinieri sgominano banda specializzata in truffe alle assicurazioni, 16 arresti

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 41 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alle frodi assicurative, lesioni gravissime, falso, calunnia, autocalunnia, rapina e intercettazione abusiva. Le indagini – condotte dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale – hanno accertato l’esistenza di un’associazione per delinquere operante nella città di Palermo e nel suo hinterland, dedita alla seriale commissione di frodi ai danni delle assicurazioni mediante simulazione di sinistri stradali con lesioni personali, nonché di numerosi altri gravi delitti contro la persona, il patrimonio, la fede pubblica e l’amministrazione della giustizia.

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I servizi di osservazione, le intercettazioni e gli altri strumenti di indagine hanno documentato, quasi quotidianamente, una serie continua e ininterrotta di frodi in assicurazioni e reati per lesioni personali inferte con particolare crudeltà. In particolare, i reati consumati presupponevano capacità simulatoria della realtà facendo ricorso alla creazione di complesse messe in scena di falsi sinistri stradali ed alla creazione di documenti falsi, richiedendo lo svolgimento di compiti differenziati (individuazione del candidato cui cagionare le lesioni, individuazione dei mezzi assicurati da fare risultare coinvolti nel sinistro, individuazione del luogo e delle persone da impiegare per causare le lesioni e nella simulazione dei sinistri, gestione delle pratiche di risarcimento con le compagnie assicurative), per cui risultava necessario avere la disponibilità di un congruo numero di persone pienamente consapevoli disponibili a realizzare le frodi.

Per la prima volta in casi simili, il provvedimento cautelare ha colpito anche le vittime compiacenti dei simulati sinistri, i falsi conducenti dei veicoli investitori, i falsi testimoni e i fornitori dei mezzi utilizzati. Dall’inizio dell’indagine emergevano le figure di Luca Reina, titolare di una agenzia di pratiche assicurative in via Leonardo da Vinci, e di Salvatore Andrea Cintura, componente della nota omonima famiglia di pregiudicati gravitante nel quartiere cittadino del “CEP-BORGO NUOVO”, quali soggetti al vertice dell’organizzazione che si sono avvalsi di una cerchia ristretta di collaboratori: organizzatori e procacciatori di vittime, testimoni e autisti di mezzi da utilizzare per i sinistri (Alessio Cappello, Domenico Cintura, Giovanni Napoli, Antonino Buscemi, Sufiane Saghir e Giuseppe Orfeo), nonché di numerose vittime consenzienti, falsi testimoni ed autisti dei veicoli coinvolti nei falsi sinistri.

Alcuni associati, come anticipato, erano “specializzati” nella ricerca delle potenziali vittime dei falsi sinistri, soggetti cercati in contesti cittadini caratterizzati da degrado e povertà. Di questi soggetti colpisce l’estremo cinismo nel privilegiare l’avvicinamento di persone in precarie condizioni economiche, in alcuni casi anche colpite da disabilità intellettive o da tossicodipendenza, al fine di riuscire più facilmente a contenere le loro successive richieste di denaro. L’illusoria prospettiva di incassare lauti risarcimenti aveva facile presa su questi soggetti disperati e indigenti, che acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, con la promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato più consistente quanto più gravi fossero state le fratture che venivano loro inflitte.

L’organizzazione criminale, che nell’ultimo biennio ha incassato circa due milioni di euro quali risarcimento danni per sinistri inesistenti, si faceva carico di seguire il ferito fino alla chiusura della pratica assicurativa, sia perché, oltre alla corresponsione di un anticipo, il mantenimento era una dei punti fermi dell’accordo, sia perché, come facilmente intuibile, dalla permanenza della vittima nella loro disponibilità dipendevano le sorti del buon esito della truffa. Oltre all’identificazione di tutti i componenti dell’organizzazione, venivano individuate anche le loro basi operative, locali nella loro disponibilità, ove si pianificavano i falsi sinistri stradali e dove materialmente venivano procurate le lesioni, individuandole ne: l’agenzia di scommesse di via Pietro Scaglione n.67, gestita da membri della famiglia Cintura; l’agenzia di infortunistica stradale “Studio Ellerre S.r.l.” di via Leonardo da Vinci, gestita da Luca Reina; una stalla annessa ad una villa seicentesca sita in via Mango di Palermo, storica roccaforte della famiglia “Cintura” di Borgo Nuovo, dove sono stati registrati tre episodi nel corso dei quali venivano inferte lesioni; l’abitazione dell’indagato Alessandro Bova, in via Pietro Scaglione dove è stato  registrato un altro episodio di analoga natura.

Le indagini hanno confermato come l’organizzazione avesse ideato un sistema altamente efficiente, al punto che alcuni componenti dell’organizzazione possono essere tranquillamente definiti “partecipanti seriali in sinistri stradali” in virtù del loro coinvolgimento negli ultimi anni in numerosi incidenti. Tra questi spiccano Giovanni Napoli, coinvolto in 10 sinistri stradali (in 6 casi quale danneggiato ed in 4 casi in qualità di responsabile del sinistro) il quale è già indagato nei procedimenti Tantalo e Contra Fides, Davide Giammona, coinvolto in 11 sinistri stradali (in 4 casi quale danneggiato, in 6 casi in qualità di responsabile del sinistro ed in una occasione testimone del sinistro) e Salvatore Chiodo, coinvolto in ben 15 sinistri stradali (in 12 quale responsabile del sinistro ed in 3 casi quale danneggiato).

L’elevatissima pericolosità del gruppo criminale appare evidente e risulta accresciuta dal fatto che tale gruppo, per ricevere cospicui risarcimenti, non si faceva scrupolo di arrecare alle vittime consenzienti gravissime lesioni dalle quali derivavano alte percentuali di invalidità permanente. In più, le modalità con cui sono state provocate le lesioni sono indicative della spregiudicatezza ed efferatezza insita nei componenti dell’organizzazione. Ne è riprova la modalità con cui venivano inferte le lesioni ai soggetti consenzienti (ai quali, a differenza di quanto a loro assicurato, non veniva somministrato alcun tipo di anestetico) che venivano loro praticate utilizzando un pesante mattone di tufo, mentre per simulare le abrasioni derivanti dallo sfregamento sull’asfalto venivano utilizzati fogli di carta abrasiva.

SOGGETTI DESTINATARI DELLA MISURA ARRESTI DOMICILIARI

Viviano Giovanni, nato a Palermo, classe 1982 ivi residente;

Baglione Claudio, nato a Palermo, classe 1992 ivi residente;

Cintura Giuseppe, nato a Palermo classe 1985 ivi residente;

Mazzola Davide, nato ad Alcamo, classe 1995, ivi residente;

Neri Cristian, nato a Palermo, classe 1994, residente a Carini;

Maranzano Letterio, nato Palermo, classe 1989 ivi residente;

Fasullo Salvatore, nato a Palermo, classe 1995 ivi residente.

SOGGETTI DESTINATARI DELLA MISURA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

CINTURA Salvatore Andrea, nato Palermo, classe 1989 ivi residente

REINA Luca, nato Palermo, classe 1975 ivi residente

CAPPELLO Alessio, nato Palermo, classe 1982 ivi residente

CINTURA Domenico, nato Palermo, classe 1991 ivi residente

NAPOLI Giovanni, nato Palermo, classe 1975 ivi residente

BOVA Alessandro, nato Palermo, classe 1978 ivi residente

BUSCEMI Antonino, nato Palermo, classe 1992 ivi residente

SAGHIR Sufiane, nato Palermo, classe 1997 ivi residente

ORFEO Giuseppe, nato Palermo, classe 1996 ivi residente

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