Politica

Codice penale e sacramenti di Sicilia: vol. 1 – la Prima Comunione

È in discussione alla Commissione Affari Penali del Senato un disegno di legge di modifica del codice penale per il reato di INVITO A PRIMA COMUNIONE e sulla punibilità dei mesi di maggio e giugno per lesioni colpose agli invitati.

Siamo tutti d’accordo vero? che meglio certe volte una cartella esattoriale per bollo auto 2007 non pagato??

Per entrare subito nel vivo del problema esaminiamo la struttura del reato che, secondo la dottrina, andrebbe più severamente sanzionato nella sua ipotesi dolosa e cioè, più precisamente, quando un tuo cugino “schiffarato” qualsiasi che l’ultima volta che l’hai visto c’erano le millelire con la Montessori, rivolgendoti l’invito alla prima comunione si rappresenta e vuole che la tua morte abbia luogo intorno alle sei del pomeriggio di una domenica di primavera al termine del banchetto organizzato in onore del figlio/a “comunionando”. Se prima o dopo la bomboniera questo la dottrina non lo dice.

La giurisprudenza, sul versante applicativo, suggerisce di limitarsi a configurare la sola ipotesi colposa della fattispecie che più frequentemente si verifica quando quel tuo cugino ha piacere di averti quel giorno ma sottostima i danni morali e biologici che la giornata della comunione produrrà su corpore et mens dei suoi convitati.

Sotto il profilo soggettivo individuiamo con sufficiente certezza un minore alla soglia dei 10 anni con minilaurea triennale in catechismo alle spalle, calla e tunichetta unisex fino “alla chiesa” però …. perché durante il tragitto verso “la sala” il maschietto assume le fattezze di un cadetto dell’Amerigo Vespucci e la femminuccia quelle di una meringa preparata dalla squadra rossa della Clerici alla Prova del Cuoco.

Sotto il profilo oggettivo, della cerimonia religiosa l’ospite non ne capisce niente, in primis perché arriva in ritardo (tanto chi se ne deve accorgere…), in secundis perché la chiesa non è mai stata così piena. Ci sono nonni che penzolano dai campanili in assetto paparazzo con Canon e videocamera a documentare tutto dell’evento. L’invitato, stritolato all’ingresso da quelli che preferiscono rimanere nelle retrovie durante il predicozzo, si guarda subito intorno e, tra ascelle pezzate e boccoli di Barbie di mamme zie e cugine, cerca di stabilire se ha scelto un look adatto all’occasione. Il più delle volte no. È un pezzente. La prima comunione è solo l’anticipo, un gentile avvertimento, di quanto un padre e una madre sono capaci di fare al momento del matrimonio dell’erede. Savascantari.

Quanto al banchetto, si evidenziano decisive analogie tra il pranzo della prima comunione e il menu di nozze tanto che dottrina e giurisprudenza sul punto sono concordi nel formulare un giudizio di sostanziale sovrapponibilità tra la mangiata del secondo sacramento e la fattispecie delittuosa originata dalla ricezione della “partecipazione”, più nota come “ matrimonio”.

A opinione di chi scrive, e con chiari riferimenti al diritto d’Oltremanica, due primi piatti nel pranzo della prima comunione configurano con certezza il dolo nella commissione del delitto. Nei Paesi di Commonwealth non è invero applicabile ai casi in questione l’esimente prevista dal codice nostrano del parentame: «E CHI SS’AVA ‘A DIRE? che gli abbiamo fatto mangiare solo un risottino?…due medaglioni ripieni di pesce spada non hanno padrone!!!». I tribunali inglesi sono inflessibili sul punto. Con due primi al pranzo della comunione la condanna è ferma. Inappellabile.

Per gli aspetti civilistici va tenuto presente che, nella valutazione del danno biologico, diversi punti percentuali si attribuiscono al secondo di pesce e/o di carne, qualora il pesce sia stato allevato come un pollo in batteria e il vitello abbia brucato erba alla diossina.

Il danno morale si configura nella maggioranza dei casi nella circostanza che, tra una pietanza all’altra, sei costretto da tua madre ad andare a trovare direttamente al suo tavolo, nell’ordine:

  • l’anziana zia che non ci sente e che ti deve dare ancora i pizzicotti pure se hai 50 anni;
  • il suocero della cugina Maria che, anche se tu non sei medico, ti vuole chiedere lo stesso un consiglio sulle sue frequenti scariche di diarrea;
  • la bisnonna del festeggiato truccatissima e con le Melluso della farmacia che, come riferimento museale, per salutarla dovresti pagare anche 10 euro, senza audiolibro naturalmente.
  • Secondo alcune indiscrezioni un separato comma disciplinerà aumenti di pena per coloro che avranno osato confermare la prima comunione del figlio/a giusto il giorno della partita in casa del Palermo. In tali casi l’aver ignorato il calendario delle partite di serie A e l’aver costretto l’ospite ad aggirarsi per la sala trattenimenti come James Bond in missione segreta ed a mangiare con l’auricolare saldo al padiglione oltre a configurare la preterintenzionalità del reato, costituisce aggravante per il genitore del marmocchio.

Dottrina minoritaria ritiene risarcibile anche il danno da “apertura dei regali”, sia sotto il profilo soggettivo (perché 300 persone, in violazione del D. 196/2003 sulla privacy, si accalcano NON per vedere se l’infante gradisce il loro dono ma “solo” per curiosare su che cosa hanno regalato gli altri) sia sotto il profilo oggettivo (perché dalla PlayStation 15 alla parure Tiffany parliamo di roba che non può che nuocere alla salute di tuo figlio).

Sulla risarcibilità del danno oculare da vista della bomboniera si rimanda alla bibliografia sui vantaggi che ogni tanto la cataratta può produrre nella tua vita.

A completamento della superiore disamina sotto il profilo sanzionatorio, su proposta del Vangelo secondo Luca 20, 25 «rendete dunque ciò che è di Cesare a Cesare» si ritiene che l’invito ricevuto vada opportunamente ricambiato.

Alla scordata però.

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