Cultura

“Danilo guarda ancora il mare”. Libera e Palminteri fanno rivivere l’immagine di Dolci sul lungomare di Trappeto

Il "Gandhi di Sicilia" riconsegnato ai trappetesi sul belvedere cittadino in una geometria che parla la lingua dell'uguaglianza


L’immagine di Danilo Dolci rivive sul lungomare di Trappeto grazie alla volontà dell’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e all’artista Igor Scalisi Palminteri che ha guidato in questi 3 giorni un gruppo di 26 giovani nella realizzazione di qualcosa che ridarà eco per molto tempo al nome del sociologo triestino.

L’opera dedicata al “Gandhi di Sicilia” che tra gli anni ’50 e ’90 ha acceso una luce di sviluppo sociale in buona parte della Sicilia nord-occidentale è stata allestita sul muro del complesso popolare che si affaccia sul Golfo di Castellammare: «L’idea è nata nell’ambito del campo di lavoro nazionale organizzato da Libera – afferma il pittore Igor Scalisi Palminteri – il cui tema è la street art. Abbiamo pensato che non potevamo solo teorizzare, ma dovevamo stare per strada a dipingere. quindi insieme ai 26 ragazzi provenienti da tutta Italia ci siamo incontrati ed abbiamo deciso di raccontare e restituire un’altra immagine di Danilo Dolci a questo luogo, territorio a cui lui ha dato tanto e da cui ha ricevuto tanto.».

Un’immagine certo diversa, a sprazzi sacrale e che richiama il tratto distintivo di molte opere di Palminteri. Una interpretazione riuscita e che riprende i lineamenti dell’ultimo Danilo, cioè dell’uomo che ha lottato per la dignità sociale dei contadini di Trappeto, per il diritto al lavoro dei disoccupati di Partinico, per l’acqua democratica sul fiume Jato e per i terremotati del Belice. L’opera sul lungomare parla proprio dell’uomo ed è accompagna da versi che promuovono un padre nostro laico, celebrato da chi ha saputo fondersi atomo per atomo con questa terra.

«Abbiamo deciso insieme cosa dipingere, come dipingerlo, che colori utilizzare, è un’opera collettiva che ho auto l’onore di guidare – continua Palminteri – la cosa fondamentale è che restituiamo un’altra volta il cerchio, ci ha colpito l’idea di mettersi attorno ad un tavolo per discutere e trovare le soluzioni ai problemi, che la soluzione venga calata dall’alto non ci piace, quindi abbiamo dipinto un cerchio a terra e Danilo è iscritto dentro a un cerchio perchè crediamo nei valori dell’orizzontalità. I colori che abbiamo scelto sono quelli della natura a volte arida a volte dura e poi i colori del mare infinito, non a caso la poesia che abbiamo scelto ha a che fare con questi due entità»

Danilo sociologo, poeta, ribelle, intellettuale rivoluzionario, Danilo scrittore, pedagogista, educatore, Danilo socratico e mai col potere, Danilo troppo spesso confinato alla dimensione del digiuno in una Trappeto che ha rimosso il colore della sua azione e che non sà ancora cosa fare della sua eredità, perchè senza timore di azzardo si può dire che quell’uomo venuto dal nord con l’intenzione di condividere sapere, bellezza e sapienza con gli ultimi non è mai stato troppo simpatico alla privilegiata casta dei politcanti di borgata.

«Danilo guarda ancora il mare» è questa la frase che un anziano che lo ha conosciuto ha pronunciato di fronte a quel muro da oggi non più anonimo: gli occhi fieri, lo sguardo intenso e la convinzione di voler cambiare le cose cercando di trasformare l’utopia in progetto, questa è l’immagine di Dolci che da oggi rivive in un cerchio in cui al centro tutti i raggi coesistono in un’unità perfetta, quel cerchio che per Danilo era simbolo di parità ed uguaglianza, argomenti sempre più estranei dall’attuale morale comune.

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