Giro di vite di Facebook sulle pubblicità. Ecco cosa devi sapere se vuoi sponsorizzarti sui social

Ancora una sterzata del social network piu’ famoso del pianeta. Dopo aver infatti posto rimedio al fenomeno del clickjacking, ovvero l’operazione in cui gli utenti di un sito venivano canalizzati a loro insaputa a mettere il proprio like su pagine fan, adesso l’attenzione degli uomini di Zuckerberg sembra spostarsi su un’altra attività in gergo tecnico definita di “black hat”.

La notizia farà arricciare il naso a tanti fortunati gestori di fan page che hanno costruito piccoli tesoretti grazie ad inserzioni private pubblicate sui propri canali previo accordo economico, un esempio lampante puo’ essere dato da una nota pagina di orologi con diverse centinaia di migliaia di seguaci che per anni ha pubblicato annunci intestini percependo ricompense da svariati rivenditori danneggiando proprio Facebook che offre servizi di pubblicità a budget variabile e su misura sul proprio social.




Tanti soldi, dunque, spesso non dichiarati. Due buoni motivi per indurre il colosso americano a porre sotto stretto controllo gruppi e pagine tutelando dunque non solo i propri interessi ma anche quelli dei tanti publisher che hanno avuto pesanti contraccolpi economici derivati da questi escamotage. Niente piu’ invasione di spam sulle fan page, dunque, nell’era in cui le istituzioni mondiali stanno mettendo gli occhi sul mercato del web, i colossi digitali non lasciano nessuna briciola per strada, è notizia recente – infatti – la richiesta avanzata dall’Unione Europea affichè le grandi major di internet si adeguino alla tassazione dei propri ricavi.

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