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Palermo. Il successo del Festival delle Filosofie, le parole del prof. Emidio Spinelli: “Onorato di aver aperto la rassegna”

Presenze e partecipazione all'inaugurazione della rassegna. L'apertura affidata al prof. Emidio Spinelli: "La città come luogo di protezione e inclusione"


Grande successo di pubblico e di partecipazione lo scorso 5 ottobre in occasione dell’inaugurazione del “Festival delle Filosofie” di Palermo una rassegna organizzata dall’Associazione Lympha e capace – negli anni – di addensare un grande humus culturale. A tracciare il primissimo bilancio di emozioni è il prof. Emidio Spinelli, ordinario di Storia della filosofia antica, presso il Dipartimento di Filosofia dell’università Sapienza di Roma e presidente della società Filosofica Italiana. Spinelli ha di fatto aperto i lavori discutendo di esercizio pubblico della ragione tra politica e filosofia dell’accoglienza.

«Sulla scia degli sforzi e del successo dell’edizione dello scorso anno – scrive spinelli – l’appuntamento del Festival delle Filosofie ha, se possibile, reso ancora più forte e capillare, grazie al lavoro e dall’impegno di tutti i componenti dell’Associazione Culturale Lympha, la sua presenza e il suo radicamento all’interno di Palermo, mettendo a tema una questione, importante, anzi assolutamente cruciale: La Citta delle filosofie, con un focus speciale sul carattere non solo difensivo o quasi di chiusura della nozione di città, ma anche e soprattutto sulle possibilità che essa apre come luogo di “proiezione e di inclusione”.

Per me è stato un onore essere chiamato ad aprire il Festival, sabato 5 ottobre, in un luogo direi magico, come il “Museo Salinas”, sfondo ideale di considerazioni che hanno consapevolmente voluto sottolineare la contemporaneità dell’eredità greca, ancorata a un testo di perenne interesse come le Supplici di Eschilo. Richiamarlo alla nostra attenzione e privilegiarne la rilettura è stato utilissimo per la sua capacità di farci rintracciare le radici antiche di una scelta, quella dell’accoglienza, frutto non di arbitrio o di casualità, ma nata dalla discussione pubblica e dalla negoziazione politica interna a quella struttura complessa, ma gravida di potenzialità che allora era la polis e oggi è per noi la città.».

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