PartinicoPolitica

Partinico, Consiglio Comunale su dimissioni Sindaco, Puleo: “Preparare alternativa per un reale cambiamento di città”

Ieri pomeriggio presso l’aula consiliare del Comune di Partinico si è svolto il Consiglio Comunale: l’ordine del giorno, le dimissioni del sindaco Maurizio De Luca. Il consigliere Emiliano Puleo (nella foto) ieri presente al Consiglio prende atto delle dimissioni del primo cittadino e attraverso un comunicato stampa che pubblichiamo integralmente commenta: “La fine anticipata di un’amministrazione comunale non è mai un fatto positivo. Ma, al contempo, lo stato di difficoltà in cui l’amministrazione comunale era costretta a muoversi sin dal suo insediamento, tra problemi finanziari e continue tensioni interne alla maggioranza, spesso erroneamente convinta di poter essere autosufficiente, non poteva purtroppo produrre un esito diverso. Basta ricordare che ancora quest’ente si ritrova senza un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e con tante scadenze ancora aperte, prima fra tutte la stabilizzazione del personale precario, per rappresentare le dimissioni di De Luca come un gesto egoistico e dannoso verso una città che lo ha eletto Sindaco pur avendo sempre avuto una posizione estremamente critica verso una situazione insostenibile, auspicando la conclusione di questa esperienza amministrativa, non ci sembra il momento di brindare né di esultare. La fine anticipata dell’amministrazione De Luca non è la vittoria di nessuno, ma la sconfitta di un’intera comunità e di una classe politica che in questi mesi non ha saputo far fronte alle tante problematiche che la città di Partinico ha dovuto e deve ancora fronteggiare. Attorno a Maurizio De Luca, persona sicuramente onesta e per bene ma sicuramente non un politico, è stata costruita una coalizione al cui interno c’era tutto e l’esatto contrario, sia sostenitori che oppositori dell’ex sindaco Lo Biundo, insomma una coalizione caratterizzata da veri e propri politici moderni che sono passati attraverso tutti i partiti dell’arco costituzionale una coalizione e accordi politici confezionati e siglati non per governare Partinico, ma solo per vincere ed occupare posizioni e ruoli di potere. La dimostrazione risiede nel fatto che quella coalizione e quell’accordo politico al ballottaggio sono saltati quasi subito, non per divergenze politiche ma solo perché qualcuno era solo interessato alla cadrega. Maurizio De Luca ha commesso errori dopo errori. Doveva essere il Sindaco di tutta la città che al ballottaggio lo ha premiato con il 65% dei voti e, invece, ha fatto il Sindaco del centrodestra e di Diventerà Bellissima. Non si è nemmeno aperto e rivolto alla città per motivare le ragioni che lo hanno portato alle dimissioni, ma parla di patti e accordi che dice di aver rispettato (ma quali sono questi patti?), di informazione distorta, di avversari non responsabili e di consiglieri comunali più buoni di altri solo perché hanno votato favorevolmente l’esternalizzazione della casa di riposo che questo consiglio comunale ha bocciato per ben due volte, mettendo tra i buoni coloro i quali la prima volta votarono contro perché erano senza assessorato e tra i cattivi coloro che votarono contro la seconda volta per le stesse ignobili ragioni. Questo triste epilogo della sindacatura De Luca mostra e rappresenta al meglio la crisi della politica che attraversa Partinico: la morte degli ideali e la conseguente diffusione di saltimbanchi e continui cambi di casacca a convenienza; la costruzione forzata di coalizioni composte proprio da questi soggetti che non si capisce a cosa credono; la ricerca dell’homo novus, della figura rispettabile che magari mai si è interessata alla cosa pubblica e che si rivela sprovveduta rispetto al ruolo che si dovrebbe svolgere in un Comune martoriato come il nostro, utile solo a dare un’immagine rinnovata a meccanismi e personaggi che, in prima linea o dietro le quinte, hanno già dimostrato di essere un male per la città. Il nostro quindi è sicuramente un atto di accusa verso un sindaco che evidentemente non ha valutato le responsabilità che avrebbe avuto quando si è candidato e che, una volta eletto, non è stato in grado di reggere la gravità della situazione. Ma è sicuramente un atto di accusa pesantissimo verso la compagine politica che lo ha prima scelto e poi affiancato con le solite liti per la poltroncina, seguendo indirizzi evidentemente sbagliati che sono arrivati da segreterie fuori da questa città di cui nulla sanno e a cui in questi decenni di disastri e buio totale hanno solo dimostrato disinteresse, considerando il nostro paese solo come una terra da saccheggio elettorale ma guardandosi bene dal mettere faccia, anima e corpo nel trovare soluzioni ai problemi noti che ci hanno portato al baratro. Oggi si mette fine all’esperienza amministrativa più fallimentare di sempre. Il cambiamento può passare solo attraverso la creazione di un polo politico nuovo che metta insieme il meglio della società civile e al contempo faccia affidamento sull’autorevolezza, sull’esperienza di persone che in questi anni hanno difeso la città dallo stupro continuo delle politiche clientelari, degli affarismi e dei trasformismi, che hanno soffocato la crescita culturale, sociale ed economica della nostra comunità. Bisogna girare le spalle alle nomenclature e ai vertici dei partiti, a vecchi e nuovi padrini e padroni, che ormai vivono in un mondo tutto loro che non è quello dei cittadini. E’ necessario realizzare un movimento politico nuovo che rifondi i luoghi di partecipazione politica nei partiti, nelle associazioni, nei movimenti; che valorizzi l’intraprendenza dei giovani e la saggezza dei meno giovani; che dia fiducia alla società civile, che dia voce alle sue aspirazioni per un reale cambiamento dello stato di cose presenti”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close