Trappeto. L’area pedonale piace alla maggioranza ma non ai “Trappetesi”. Alfano: “Pericolosa ed esteticamente discutibile”

Non c’è pace per l’arredo urbano voluto dall’amministrazione di Santo Cosentino in via XXIV Giugno a Trappeto. Ai microfoni di Tele Occidente interviene nuovamente sulla vicenda il consigliere del gruppo “Trappetesi” Maurizio Alfano: «Non abbiamo fai fatto mistero della nostra critica, Trappeto ha un disperato bisogno di aree comunali, dunque è giusto il principio, tuttavia l’effetto è sbagliato – afferma Alfano – non c’è proporzione tra arredo urbano e la carreggiata, questo costituisce un grave pericolo e lo dimostrano i segni delle vetture che spesso investono le panchine.»

Alfano parla poi di una scarsa fruibilità dell’area pedonale: «Uno spazio così ridotto interdice l’area al transito di mamme con passeggini e ai disabili, questo è inaccettabile, di certo l’installazione di queste panchine avrebbe dato risultati migliori, l’estetica – infine – lascia molto a desiderare: personalmente lo definisco asettico ed un po’ troppo cementizio, visti i tanti validi artisti che ci sono a Trappeto potrebbe essere buona l’idea di apportare dei decori, invito l’amministrazione a rivedere questo progetto, così non va!».

Sempre ai microfono dell’emettente televisiva arriva la risposta di Santo Cosentino: «E’ chiaro che i cambiamenti fanno parlare – dichiara il primo cittadino – stiamo cercando di dare un’impronta decisiva al cambiamento del paese, non solo con l’area pedonale ma altresì con la chiusura del Belvedere, la sistemazione del lungomare e la progettazione – a breve – di un piccolo parco giochi.»

Cosentino difende l’operato della sua squadra di governo ed evidenzia con forza l’importanza delle sue scelte: «Stiamo facendo qualcosa che probabilmente non è mai stato realizzato a Trappeto, questo fa discutere e mi fa piacere, le nostre sono scelte amministrative, la scelta dell’arredo è stata affidata a dei professionisti, la nostra linea di voler cambiare questo paese, miglioreremo l’area pedonale con segnaletica ed ulteriori arredi. Lascio agli altri l’onere di giudicare tra 5 anni.».

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