Trappeto. Le periferie sempre più inquinate e la videosorveglianza che non arriva

E’ chiaro, i vigili urbani del comune di Trappeto non hanno il dono dell’ubiquità, dunque attribuirgli ogni responsabilità sarebbe inopportuno e pretestuoso, affondare – invece – il coltello sull’amministrazione guidata da Santo Cosentino sarebbe un esercizio con velleità puramente sadiche poichè da ormai qualche mese la nuova giunta è sospesa a metà tra l’intenzionalità di voler fare e la scarsa efficacia dell’atto pratico.

Di fatto – e lo denunciano i residenti – le periferie della cittadina sono costantemente preda di rifiuti di vario genere, un vero e proprio cancro che nessuno sembra riuscire ad estirpare, a pagarne le spese sono quelle aree cuscinetto a cavallo con il territorio di Partinico che diventano location ideali per l’abbandono scriteriato delle immondizie, si paga lo scotto di un’amministrazione ancora troppo giovane in termini di giorni di governo e di un territorio che definire frammentano nei sui confini è quasi un complimento, la gente tuttavia non riesce più a sostenere la situazione, specie in c.da Ciammarita e San Cataldo, due aree che hanno sancito la fortuna di Santo Cosentino lo scorso 11 giugno in quella terza sezione elettorale che ha fatto letteralmente da ago della bilancia a favore dell’attuale primo cittadino, realtà a cui l’amministrazione dovrebbe presentare un occhio di riguardo, non certo per un dovere di riconoscenza, bensì perchè i residenti, in larga parte gente che vive la propria esistenza tra Partinico e Palermo, hanno espresso fiducia nella speranza di alleviare un problema che nei 5 anni di amministrazione Vitale è stato fronteggiato senza ottenere grandi risultati.

Ecco che arriva la scoperta dell’acqua calda che si chiama “impianto di video-sorveglianza”, progetto più volte decantato durante l’amministrazione Vitale, ampiamente discusso nel quinquennio Muscolino e che mai, nei fatti, è stato attuato per cavilli tecnici ed impedimenti economici, un paradosso del tutto nostrano in quanto basterebbe appena qualche incivile colto in flagranza di reato dalle telecamere per ripagare – mediante le multe – il costo dell’intero sistema di sorveglianza.

Su questi punti Santo Cosentino rappresenta l’evoluzione della specie politica di Trappeto poichè nessuno meglio di lui conosce la realtà trappetese essendo stato parte attiva delle amministrazioni dell’ultimo decennio. Nei giorni scorsi ha fatto discutere l’emendamento del sindaco che ha imposto ad una coppia residente a San Cataldo la rimozione di 7 recipienti di eternit a loro spese dopo che questi hanno presentato denuncia contro ignoti in quanto – a loro dire – qualcuno aveva abbandonato sul proprio appezzamento di terra i rifiuti speciali, potremmo dire che l’era delle impunità è finita e sarebbe anche ora poichè il degrado di San Cataldo è uno smacco che ci si porta dietro dagli anni di Vitale e che – giurano i residenti – esisteva già ai tempi della sindacatura di Giuseppe Muscolino, problema atavico, dunque, quello del confine orientale trappetese per cui i cittadini non chiedono di trasformare San Cataldo in una Cape Canaveral de nartri da cui far partire spedizioni interstellari per inviare gli inerti su Marte bensì di apportare semplici rivoluzioni tecnologiche che nei fatti valgono più di cento giornate ecologiche con tanto di selfie d’ordinanza.

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