Liccate a SardaTrappeto

Trappeto, l’indotto del turismo non decolla. Deserta anche la seconda gara per la gestione di info-point e bike sharing

Dal settore Affari Generali fanno sapere che anche il secondo avviso non ha riscosso alcun interesse, tanti i dubbi sul rilancio turistico sul fine estate.

E’ bene prendere a prestito le parole del consigliere Nicola La Fata spese – oggi – in risposta al collega di minoranza Maurizio Alfano per inquadrare le difficoltà dell’economia turistica trappetese: «Siamo davanti a tanti scienziati senza idee!». Come dare torto a La Fata facendo il punto della situazione? Non sembra esserci pace per il paese caro a gente del calibro di Danilo Dolci, Alberto Bombace e Franco Franchi che spesso – erano gli anni ’80 – dimorava poco fuori il centro abitato; la cartina di tornasole di un turismo che non decolla è data dal secondo avviso andato a vuoto per la gestione dei chioschi di informazione turistica e del servizio delle biciclette elettriche: base d’asta 700 euro con un vincolo triennale fra privato e comune.

Già, il privato, entità astratta ed impoverita, nel linguaggio comune di chi si dice capace di risolvere tutti i mali trappetesi, di una forma specifica: bisogna allettare il privato, occorre l’investimento di un privato, a salvarci non può che essere il privato. Parole giuste quanto vuote, sprovviste di struttura ed organizzazione, vacanti di punti programmatici a lungo raggio. Costretti ad abbandonare – più per presa di coscienza che per mancata volontà – il faraonico progetto del porto turistico non resta che deserto e polvere nelle idee di molti.

Qualcuno, in forma composita tra maggioranza e minoranza ha scommesso sul resort di San Cataldo tuttora al vaglio della Valutazione Ambientale Strategica della Regione Siciliana ed al centro di un contenzioso tra la società che dovrebbe realizzare l’impianto e chi chiede ulteriori verifiche: “one life, one  chance”, questo il motivetto di Santo Cosentino, uno a cui non abbiamo mai fatto mancare il ferro caldo della critica e che, al di là di ogni pregiudizio, ha manifestato una sua idea di Trappeto: una visione poco coraggiosa, a tratti avversa alla tendenza del tempo, fatta di consulenze e incarichi tanto pomposi quanto pigri.

Cosa fare, dunque, di un paese in cui finanche l’indotto turistico non sembra ingolosire il palato degli addetti ai lavori? Ci perdonerà il consigliere Alfano se il nostro disappunto sulla correlazione tra cattiva pubblicità del territorio denuncia giornalistica arriva con qualche giorno di ritardo e si impresta ad una chiave di lettura assai diversa dalla sua: come può un borgo marinaro puntare ad un turismo generico pagando ai paesi limitrofi un divario di servizi e l’assenza di un’identità di riferimento? Preservare attraverso opere coraggiose la qualità delle acque e la salubrità del territorio potrebbe dare a Trappeto quel carattere necessario per farsi notare in mezzo a sorelle più esperte e sensuali?

Possono, dunque, l’impegno ambientale e l’azzardo di scommettere nell’avanguardia ridare ossigeno ai tessuti di un paese vittima di una ipossia generalizzata? Giunti alla fine di queste parole anche noi, probabilmente, andremo ad abitare la terra di chi divulga problemi senza un corredo di risposte, ma è la consapevolezza dell’aggravarsi del paziente che ci spinge a pretendere dal Sindaco un cambio di rotta. Signor Cosentino, se – come ha affermato durante l’ultimo consiglio – “Di Santo ce né uno”, tolga le marce basse dall’inerzia di questo paese, ci provi con impegno ardimentoso, perchè la lista dei Santi – suoi più pregiati omonimi – a cui pregare è giunta al termine.

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close