Liccate a Sarda

Trappeto, salvate il soldato Santo! Tanti i malumori per un’estate sottotono, è soltanto colpa sua?

Sale a Trappeto il coro degli insoddisfatti per un estate poco esaltante, quasi unanime la protesta contro il sindaco. Ma è davvero solo colpa sua?

A due anni da quello che gli attuali amministratori hanno definito come “anno zero”, la tanta agognata rivoluzione del turismo a Trappeto non è arrivata. Lo testimonia un’estate sottotono ed un agosto – notoriamente mese positivo anche per il borgo trappetese – non certo equiparabile agli anni precedenti.

I malumori ci stanno, inutile dire o scrivere il contrario, e tutti sono indirizzati verso la casa comunale e più specificatamente al primo cittadino Santo Cosentino sempre al centro delle polemiche a causa di una scarsa lungimiranza nell’approccio con la promozione del territorio. Appioppare tutte le responsabilità al sindaco è tuttavia poco corretto. Di certo agli attuali amministratori si può avanzare la critica di non essersi per niente discostati dalle antiche abitudini di puntare le fiches su spettacolonzi da tutto esaurito a contorno delle feste religiose e su spettacoletti che da anni portano in tavola la stessa sbobba, per lo più data in pasto a qualche nostalgico aficionados delle kermesse agostane.

Qualcosa, entro limiti ben delineati, Cosentino ed i suoi hanno provato a farla. Poco a dire il vero, ma quello di partire alla volta si Solingen armati di brochurina e video promozionale si può annoverare come un tentativo sui generis di promuovere Trappeto, per il resto nulla di nuovo dal fronte comunale, almeno in questo 2019 così avido di soddisfazioni turistiche. Nessuno ha bacchetta magica ne i poteri per trasformare la piccola ed ancora molto ingenua Trappeto in una nuova San Vito Lo Capo e questo – malgrado gli sproloqui elettorali di taluni – Cosentino l’ha capito molto bene tanto da virare su progetti – dicono i ben informati – a lungo termine, in grado di incidere negli anni a venire.

Malgrado le buone intenzioni la popolarità del primo cittadino è in caduta libera per via di una scarsa presenza tra la gente, elemento da sempre ritenuto fondamentale dalla base trappetese abituata – durante gli anni di Pino Vitale – ad avere un contatto diretto, senza distanze, con il primo cittadino. Riusciranno i probiviri muscoliniani a salvare il soldato Santo dal fallimento dell’estate 2019? Impossibile dirlo con certezza, il delicato gioco di equilibri è attualmente affidato alle parole del Presidente del Consiglio Orlando – sempre più portavoce dell’amministrazione – ed al lavoro dell’assessore Andrea Albano, stimato per la sua attività sul territorio, ma anche l’esperienza dello zoccolo duro dei muscoliani potrebbe rivelarsi vana in assenza di scelte coraggiose ed intuizioni rivoluzionarie. Gli anni ’80 sono finiti da un pezzo e mentre gli altri paesi del golfo puntano su esperienza, territorio ed unicità, Trappeto veste ancora leggins colorati e gonne a palloncino e si annàca sulle note dei Duran Duran raccimolando sempre meno presenze di emigrati durante il periodo estivo. E’ forse il caso di avvisare qualcuno che il mondo, specie il sottoinsieme del mercato del turismo, è assai cambiato!

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Un commento

  1. Comprendere l’ultima frase dell’articolo è la chiave di tutto. Non si può pretendere di fare turismo oggi con le stesse idee e gli stessi metodi di 20/30 anni fa. Nessuna amministrazione può essere capace di cambiare le cose. Solo perché non ne ha il tempo, uno o anche due mandati sono pochi. Allora, cari amici amministratori, la domanda è: perché vi siete candidati e cosa volete fare ora che siete stati eletti? Se sarete in grado di tirare fuori nuove idee, anche impopolari nel breve periodo, con una visione lungo termine che non sarete certo voi a vedere finita ma altri. Altri che nel futuro non ricorderanno nemmeno che tutto ha avuto inizio da una vostra idea e che se anche se ne ricordassero si guarderebbero bene dal rimarcarlo. Se non sarete capaci di fare questo andate pure a casa o continuate a gongolarvi con gli spetacoloni agostani con le sagre del questo e del quello e con le fierette del turismo di passata memoria.

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