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Trappeto. Se Facebook diventa arma di attacco, dopo il messaggio scritto e poi rimosso dagli amministratori ci chiediamo: “Chi gestisce la pagina istituzionale del Comune?”

In ragione di quanto andato in scena sabato 23 febbraio 2019 sulla pagina Facebook del Comune di Trappeto, ovvero la pubblicazione con successiva rimozione del messaggio: «Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo… GRAZIE d’esistere» rivolto con buona probabilità al nostro giornale, facciamo seguito ai tanti messaggi di scetticismo piovuti in redazione da semplici lettori e da alcuni giuristi del web.

La domanda che va per la maggiore pare essere quella relativa all’identità di chi – presumibilmente in seno alla maggioranza di Santo Cosentino – gestisce la pagina Facebook ufficiale del Comune di Trappeto, uno strumento di grande importanza su cui quasi nessuno ha focalizzato prima d’ora l’attenzione. Da un esame preliminare la pagina risulta esser stata creata il 24 giugno 2017 poco dopo la proclamazione di Santo Cosentino a sindaco di Trappeto, al suo interno sono presenti: foto, eventi, copie di atti ufficiali del Comune ed è finanche attivo un piccolo servizio di ufficio stampa sui generis dove sovente vengono pubblicate comunicazioni di servizio se non addirittura messaggi firmati dal Sindaco stesso.

Ma se da un lato i cittadini hanno certamente tratto grosse comodità dalla presenza del Comune di Trappeto su Facebook, dall’altro sono in tanti ad evidenziare anomalie nel comportamento degli amministratori della pagina: risposte al vetriolo e spesso perentorie. Insomma, un atteggiamento che poco s’addice a quella formalità istituzionale che dovrebbe sempre essere garantita!

Il Comune di Trappeto da quasi 2 anni è online con uno strumento del tutto privo di regolamentazione interna, sulla pagina – infatti – non è presente alcuna netiquette, vale a dire il complesso delle regole di comportamento volte a favorire il reciproco rispetto tra gli utenti. Al contempo non risulta traccia, almeno a noi comuni mortali, di un regolamento ufficiale che disciplini l’utilizzo della pagina così come previsto nella maggior parte dei Comuni che si avvalgono di una pagina Facebook istituzionale, un esempio può essere la disciplinare del Comune di Caldogno, in provincia di Vicenza, noto per essere il paese natale di Roberto Baggio.

La maggioranza, ordunque è stata libera di scorrazzare in lungo e in largo nelle praterie del social più conosciuto al mondo non solo senza ufficializzare la creazione di una pagina Facebook istituzionale, ma altresì sprovvista di un documento normativo in grado di mettere gli utenti a conoscenza dei propri diritti e dei relativi doveri comportamentali: di fatto in assenza di ciò, il Comune di Trappeto rimanda tutto alla Policy di Facebook.

La domanda che vorremmo aver modo di porre al Segretario Comunale di Trappeto è la seguente: in assenza di un regolamento e della sua relativa approvazione in Consiglio Comunale può l’attuale pagina considerarsi come uno strumento privato in mano all’amministrazione e su quali basi viene utilizzato su Facebook il nome del Comune di Trappeto? Riconoscendo l’enorme importanza dei modelli di esposizione telematica continuiamo con l’azzardo di un secondo quesito: quali referenti hanno le chiavi di accesso della pagina del Comune e dunque ne decidono i contenuti da pubblicare?

Domande impegnative che potrebbero arrivare in forma ufficiale sul tavolo del primo cittadino solo attraverso l’intuizione acuta di qualche consigliere di minoranza su cui malgrado tutto continuiamo a riporre qualche velata speranza: Alfano, Bologna, Cutrò, Randazzo: non sarebbe il caso di interpellare congiuntamente il Sindaco Cosentino sull’utilizzo della pagina Facebook comunale come fatto dalle opposizioni del Comune di San’Agata di Militello?

A conclusione delle nostre osservazioni custodiamo vivo l’auspicio che il Sindaco e i suoi assessori colgano una nuova opportunità invitando gli uffici a produrre un testo che farà scuola alle amministrazioni future, del resto è storia nota che le denunce del nostro giornale sono riuscite ad aggrìzzare i chìova tortidell’amministrazione Cosentino: dalla bonifica della discarica di San Cataldo fino ai corsi per l’utilizzo dei defibrillatori, passando dal catetere e quindi dall’imprenditore che intende gestire a proprie spese l’area del campo sportivo di Trappeto l’elenco è ben articolato. Dopo queste perle non ci stupiremmo di vedere normatizzata l’esposizione ai social del Comune di Trappeto, Caro Signor Sindaco è proprio vero che se questo giornale non ci fosse, bisognerebbe invenTarlo!

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