CronacaTrappeto

Trappeto, venerdì in Consiglio il via libera al parco giochi. Dubbi sull’abbattimento della storica Magnolia tra via Trento e via Sanzio

Si voterà questa settimana la variazione di bilancio che prevede le somme per l'inizio dei cantieri che daranno vita ad un'area giochi tra via Trento e Via Raffaello Sanzio.


Il progetto del parco giochi, vero cavallo di battaglia dell’amministrazione guidata da Santo Cosentino, arriva in Consiglio Comunale il prossimo 6 settembre quando si voteranno le variazioni di bilancio finalizzate a dare il via ai cantieri. Un progetto presentato dal comune alla Regione Siciliana lo scorso novembre e che prevede – oltre alla realizzazione di un’area attrezzata per i più piccoli – anche una piazzetta; qui la nota dolente segnalata da chi ha visionato la planimetria notando che il progetto esecutivo prevederebbe l’abbattimento dell’imponente Magnolia che da più di 30 anni orna l’area verde in pieno centro abitato.

Una scelta radicare: cemento e – immaginiamo – panchine al posto di un albero diventato icona per molti trappetesi, seppure lo schema del progetto preveda la piantumazione di diversi alberi in sostituzione di quelli sacrificati alla piazza salvando la palma posta dietro la stata del santo, sono in tanti a storcere il naso.

Negli anni Trappeto si è sbarazzata senza troppi problemi e con pochi giri di parole dei propri simboli, quelli che emanavano un particolare profumo di ricordi e di memoria: dall’albero posto sulla punta del lungomare, faro per diverse generazioni di emigrati, all’abete abbattuto per fare posto all’area di culto passando per il restyling scellerato della Villa dei Caduti la conta dei pasticci è lunga e imbarazzante.

Fermarsi a riflettere sulla possibilità di salvare l’imponente Magnolia, riponendo in essa il compito di collegare passato e futuro conferirebbe saggezza all’amministrazione in carica, di contro, l’ennesimo colpo di gomma all’identità di questo paese porrebbe Santo Cosentino nello stesso girone di chi ha forgiato Trappeto a sua immagine e somiglianza, dimenticando l’importanza civica del ricordo.

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