Trappeto. Ritrova su internet una cartolina scritta al fratello oltre 50 anni fa: la storia di Rosalba e Giacomo Madelio

Una storia che stenti a credere e che è bella proprio che il suo anacronismo. si parla di lettere, di cartoline per l’esattezza, si parla di abitudini e modi di fare quasi del tutto scomparsi, appartenenti – ormai – ad un trapassato remoto sconosciuto dalle nuove generazioni.

E’ l’ottobre del 1964, l’Italia vive gli ultimi anni di un’esplosione economica che non avrebbe mai più visto, Aldo Moro da poco ha inaugurato il suo secondo Governo, Antono Segni è il Presidente della Repubbica italiana, in quell’anno nasce la tanto amata Nutella, a Firenze viene inaugurata l’Autostrada del Sole e l’Italia vince il suo primo e fino ad ora unico campionato europeo di calcio.

Ci trasferiamo a Trappeto, piccolo paese della sicilia nord-occidentale già allora balzato agli onori dell’attualità e della cultura internazionale grazie all’impegno socio-culturale di Danilo Dolci, la piccola Rosalba di 7 anni chiede di poter scrivere una lettera al fratello, allievo della Scuola di Polizia a Roma, un gesto usuale, un altro modo di comunicare tra esseri umani, il più immediato per quei tempi, la cartolina raffigura uno dei luoghi puo’ caratteristici del piccolo borgo marinaro: lo Scaro vecchio.

Una storia fin qui comune se non fosse che la casualità della vita ha riportato la missiva tra le mani dei due fratelli, il signor Giacomo non ricorda come abbia smarrito la cartolina della sorella insieme ad un cimelio a cui cui era molto legato: una foto con dedica che i Beatles gli donarono in segno di riconoscenza dopo che prestò servizio di sicurezza durante un concerto del gruppo inglese in Italia.

Il racconto di Rosalba e Giacomo Madelio e del nipote Emanuele

E’ l’estate del 2010 quando Emanuele, nipote di Rosalba e Giacomo Madelio, nota una vecchia cartolina nello studio del cugino, il saggista Gaetano Perlongo, attratto dai colori sgargianti dell’immagine chiede di poterla vedere e rimane stupito nell’apprendere che dietro quella foto c’era molto più di un semplice messaggio, qualcosa che per lui profumava d’appartenenza. Emanuele chiede al cugino come avesse avuto quella cartolina, spiegando che mittente e destinatario fossero i suoi zii materni e rimane di sasso quando apprende dal cugino – collezionista di cimeli storici legati a Trappeto – che la missiva fu acquistata nel 2007 su internet da un venditore di Melbourne.

Come sia finita da Torino, ultima città in cui di certo è stata insieme a Giacomo, fino in Australia è difficile poterlo anche solo immaginare, 16 mila chilometri che raddoppiano se si tiene conto del viaggio di ritorno che dopo 53 anni ha portato Rosalba e Giacomo a riunirsi davanti a quella lettera.

Rosalba vive negli Stati Univi, a Milwaukee dove gestisce una pasticceria, quest’anno è tornata a visitare la sua terra d’origine insieme al marito, a stento trattiene la commozione quando Gaetano Perlongo le comunica di volerle donare la cartolina, intorno al tavolo della sorella Enza si radunano 3 generazioni ad ascoltare una storia che dentro quella stanza desta la meraviglia di tutti.

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