Cronaca

23 maggio 1992 la mafia uccide Falcone. La Sicilia rialza la testa

Cosa nostra 28 anni fa manda un messaggio forte allo Stato uccidendo con una carica di tritolo il giudice Giovanni Falcone, la moglie e la scorta. Qualche mese dopo toccherà a Paolo Borsellino. La Sicilia reagisce e ancora prova a rialzarsi



Alle 17,58 di un caldo pomeriggio di maggio la Mafia lancia il primo dei sui messaggi allo Stato. Una carica di tritolo fa saltare in aria l’auto dove c’erano il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Una pagina drammatica della storia della Sicilia che a cavallo degli anni settate e ottanta aveva dovuto affrontare una lotta impari contro lo strapotere mafioso. Tanti magistrati, uomini di legge, martiri sacrificati e uccisi da cosa nostra. Ma la morte di Giovanni Falcone desto nella mente della popolazione prima sgomento, preoccupazione, rassagnazione per ciò che la mafia era capace di fare e per l’impotenza dello Stato per fronteggiare i mafiosi dell’epoca. Le immagini delle auto saltate in aria, i piani della gente echeggiavano in tutte le trasmissioni televisive e i telegiornali. Falcone insieme al collega Paolo Borsellino e un pool di magistrati stava raccogliendo informazionu e prove per lottare contro la mafia. Prima la morte di Falcone e qualche mese dopo, il 19 luglio quella di Paolo Borsellino assestarono un duro colpo alle istituzioni. Ma la vera risposta arrivò dalla gente comune siciliana , stanca di essere etichettata come mafiosa, di silenzio assenso contro un’associazione che identificava una regione fatta da persone per bene, di giovani che volevano reagire, di commercianti che non avevano più paura di denunciare il pizzo, di combattere grazie all’esempio e all’esempio di Falcone e Borsellino. Dalla gente è arrivato un messaggio forte contro la mafia perché ai siciliani non andava più giù di essere catalogati come mafiosi solo perché siciliani. La Sicilia quella vera era quella di Falcone e Borsellino che ahnmk sacrificato la loro vita per una terra difficile ma piena di valori. Ogni anno il 23 maggio istituzioni e forze dell’ordine sono presenti davanti al monumento costruito sulla A29 Palermo Mazara del Vallo, sulla quale viaggiava l’auto del giudice e fatta esplodere. Il ricordo e l’anniversario della giornata nazionale della legalita
quest’anno sarà condizionata dall’emergenza Covid 19 e quindi da distanza di sicurezza. Ci saranno flash mob a Palermo ‘Palermo chiama Italia al balcone’, organizzato dalla Fondazione Falcone, appendendo lenzuola bianche al proprio balcone.

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