BalestrateStorie e Uomini

Balestrate, “Servono dei posti per andare a scuola in bici”. Così un bambino fa installare le rastrelliere al Rettore Evola

Un'idea perseguita con uno spirito coriaceo e nella convinzione che non occorre essere necessariamente adulti per incidere nella società ma che sono le idee e la forza con cui si portano avanti a cambiare le cose

Questa bella storia di impegno, perseveranza e forza arriva d’animo da Balestrate e tanto basterebbe per impreziosire una bella pagina di cittadinanza attiva se non fosse che a firmarla è Vincenzo C. che di anni ne ha appena 10 e di idee ne ha parecchie ed anche abbastanza chiare.

“Vorrei andare a scuola in bicicletta”, questa – più o meno – la richiesta del piccolo Vincenzo ai suoi genitori; una necessità sincera, mossa dalla semplicità della sua età e da un senso civico che quasi imbarazza se confrontato a quello di parecchi adulti, l’idea è chiara: mi muovo in autonomia, rispetto l’ambiente e magari trovo qualche altro bambino a cui la cosa piace e che si unisce, formando quindi un gruppo, che diventa movimento e che – sia pure in piccolo – lancia un messaggio importante per l’ambiente.

Si, ok ma davanti alla scuola Vincenzo – che è un attento osservatore – nota alcune biciclette attaccate ai pali vicino all’istituto ed altre lasciate nello scivolo del “Rettore Evola”, un vero e proprio caos in cui ognuno si arrangiava alla menopeggio. Nessun posto sicuro dove lasciare la sua bicicletta, quindi il piccolo inizia a pensare fino ad arrivare alla sintesi: “Proporrò al sindaco di mettere delle rastrelliere davanti alla scuola!”.

Vincenzo si mette subito all’opera ed individua anche il posto preciso in cui andrebbero messi i posti per le biciclette, la volontà ferrea del bambino prevede anche un piano b da attuare in assenza di fondi nelle casse comunali e cioè una raccolta fondi tra i ragazzi della scuola: un vero e proprio crowdfunding per garantire agli studenti un posto sicuro per le proprie biciclette.

Così Vincenzo inizia a star dietro agli amministratori, li marca stretti, fa sentire la sua voce di cittadino attivo, attento alle esigenze dei suoi coetanei, si confronta con gli insegnanti che lo esortano ad a continuare con convinzione, si fa portavoce fino a quando non vede la sua idea trasformarsi da progetto a realtà: il Rettore Evola ha il suo parking per le biciclette degli alunni.

“La sua felicità di oggi è indescrivibile – commentano i genitori del piccolo – queste idee, costruttive per la comunità, vanno portate avanti fino alla fine, proprio per premiare questa voglia di fare e quest’attenzione per il proprio paese”.

Un’idea perseguita con uno spirito coriaceo e nella convinzione che non occorre essere necessariamente adulti per incidere nella società ma che sono le idee e la forza con cui si portano avanti a cambiare le cose con uno spirito coriaceo e nella convinzione che non occorre essere necessariamente adulti per incidere nella società ma che sono le idee e la forza con cui si portano avanti a cambiare le cose, passo dopo passo, palmo di terra dopo palmo di terra, fino a lasciare un segno che diventa insegnamento e poi sentiero e poi ancora strada da percorrere insieme ad altri per un futuro a tinte ardite, un futuro più consapevole e coraggioso, proprio come Vincenzo che ha dimostrato quanto l’impegno individuale possa aiutare la comunità di cui si fa parte. Complimenti, Vincenzo!

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