Liccate a SardaTrappeto

Bike sharing a Trappeto. Il comune riprova con un bando, ma buona parte delle bici sono in pessimo stato

Un avviso pubblico del Comune marinaro per l'affidamento del servizio dei chioschi turistici e del nolo delle biciclette ormai in condizioni precarie.

Dopo i tentativi andati a male di luglio e agosto 2019 il Comune di Trappeto ritenta la carta dell’affidamento in concessione dei due chioschi adibiti ad info-point e del servizio di bike sharing fermi da quasi 2 anni. L’impegno proposto dall’ente locale è triennale con importo annuale di 300 euro (si tratta della base d’asta, dunque la somma è suscettibile a rialzi) che i gestori del servizio dovranno versare alle casse del comune.

Ma la cosa che desta perplessità è il pessimo stato di conservazione delle biciclette – in parte elettriche – dell’area di stallo sita all’interno dell’area verde dell’ex istituto scolastico “Maria Pia di Savoia”. Da anni i mezzi sono parcheggiati in spazi non riparati e dunque esposti all’usura degli agenti atmosferici, ciò che ne consegue è un notevole danno per le biciclette che prima di essere affidate dovrebbero per lo meno subire un trattamento di recupero.

Paradossale, ancora una volta, è il contrasto tra la conservazione del bene (effettuata dal comune) e la richiesta di gestione (comprensibile) che viene fatta ai gestori. Indicativo a tal proposito è l’articolo 9. dello schema di convenzione e pertinente il servizio di bike sharing che recita: “Le attrezzature sono concesse nello stato di fatto in cui si trovano e di cui viene stilato verbale di consegna.“, uno stato – come mostrato dalle foto che al 13 febbraio 2020 si mostra alquanto poco invitante se non del tutto inaccettabile.

Dunque il Comune di Trappeto, che per due anni non ha sentito la necessità di trovare giusto riparo a buona parte delle biciclette elettriche e delle mountain bike, indice un bando per la gestione del servizio di noleggio pretendendo che il materiale in affido sia trattato con cura e diligenza e riconsegnato nelle medesime condizioni iniziali senza far menzione – almeno per quanto riguarda il servizio di bike sharing – al proprio impegno nel recupero delle bici esposte alle intemperie e diventate preda della ruggine.

Maggiore attenzione è stata mostrata nelle spese straordinarie per la conservazione dei chioschi dove alla voce “Oneri a carico del Comune” si legge che “restano a carico del Comune le spese di straordinaria manutenzione del chiosco di cui all’art. 1621 del Codice Civile, salvo i casi di avaria provocata da accertata negligenza nella conduzione del chiosco”, doveroso annotare che di interventi manutentivi i chioschi sembrano non averne proprio di bisogno e che l’unico riferimento alla manutenzione delle bici – vero bene danneggiato in questi anni – viene fatto al punto 2 dell’articolo 14 che regolamenta gli obblighi del concessionario obbligandolo ad “effettuare la manutenzione giornaliera delle biciclette al fine di garantirne un uso sicuro da parte dell’utente, dunque una messa in efficienza del mezzo (es:  riparazione/sostituzione camera d’aria, funzionamento delle luci, gonfiaggio pneumatici etc….).”

Sarà dunque impegno del Comune ripristinare anche le mountain bike e le bici elettriche ormai danneggiate dagli agenti atmosferici accertandone il funzionamento, o la patata bollente sarà affidata a gli sciagurati concessionari del servizio? Questa il grande quesito che emerge dalla lettura dello schema di convezione per la concessione info-point e bike sharing.

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