CronacaTrappeto

Ciao Giacomo, non te ne andrai in silenzio. Così Trappeto saluta un ragazzo dal grande cuore

Tanti striscioni lungo la via del corteo funebre del giovane Giacomo Ascarini, morto ieri a Trappeto. Il dramma di una Trappeto che si scopre ferita e meno ricca. Ti sia lieve il cammino Caro Giacomo.



A Trappeto non sarà Pasqua di resurrezione. Partiamo da questo presupposto duro e sentito per raccontarvi di Giacomo, di un ragazzo che la vita la mastica a pieni bocconi e senza timori. Sfuggiamo per un attimo alla freddezza della cronaca, ai perché e alle dinamiche, quella adesso – e nel silenzio del dolore – non serve.

Giacomo non è “figlio di un imprenditore” come si è scritto nelle cronache ma era figlio di Pino e di Fedela, onesti lavoratori, gente sincera che ha un nome e quello, non ci stancheremo mai di dirlo, è l’eredità più importante che ciascuno di noi si porta appresso. Giacomo lo conoscevano tutti perché tutti si conoscono in un piccolo paese: grande amante della terra, conduceva il suo lavoro accanto al padre, Giacomo era di quei ragazzi che non dimentichi per via dell’educazione e della semplicità.

Siamo qui a raccontare del suo ultimo viaggio e di quella terra a lui tanto cara, che possa essere lieve, impalpabile e senza peso sotto i suoi passi. Sino qui a sostenere la necessità di tutta la gente di Trappeto di stringersi a lui, alla sua famiglia, alla sua ragazza e la voglia di farlo riempiendo le strade di messaggi d’affetto. Sono tantissime le persone che hanno colto l’importanza di lasciare un tributo a questo giovane ragazzo e lo faranno nel modo più vicino che questa lontananza imposta può permette: attraverso uno drappo, consegnando ad uno striscione quel “ciao” che esce a mezza voce, a mezz’anima.

Potremmo scrivere tanto altro, potremmo sforzarci di inseguire imparzialità e professione ma questo non non è il momento, in questo tempo vogliamo assaporare il peso lancinante di questo dolore ed accompagnare insieme a voi il colore di Pino, di Fedela e di Rita. Ciao Giacomo, hai vissuto nella bellezza di “tanti vuci”, nessuno  di noi ti lascierà andare in un solitario silenzio.

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