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Commissariamento Comune Partinico. Il Comunicato stampa di Rifondazione Comunista circolo “Peppino Impastato”



Quando è cominciato il declino della nostra amata città? Prima o poi qualche sociologo o una nuova compagine politica, responsabile e quindi dalla memoria lunga, dovrà farla questa ricerca e renderla di pubblico dominio affinché finalmente si riesca a fare chiarezza sulla poco chiara e trasparente gestione della cosa pubblica a Partinico. Di certo possiamo dire che se manca la politica o, per meglio dire, se il fare politica è inteso come carrierismo, arricchimento personale, conquista di “prestigio” sociale, contiguità con tutto il sottobosco di faccendieri che orbitano come avvoltoi intorno agli affari pubblici per ricavarne un tornaconto personale, allora il declino è inevitabile.

A giudicare da come la nostra città è ridotta, questo è in sintesi quel che è successo. Anni e anni di cattiva gestione della cosa pubblica che nelle mani di amministratori, nella migliore delle ipotesi incapaci, hanno fatto sì che Partinico potesse appuntarsi al petto la medaglia che gli mancava: lo scioglimento del consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa. La notizia non ci ha colti di sorpresa: in genere quando gli ispettori ministeriali cominciano a scoperchiare il vaso di Pandora delle carte comunali, il risultato è quasi sempre lo stesso. Ma non possiamo nascondere una forte amarezza e una rabbia verso chi ha condotto la locomotiva verso un binario morto distruggendo l’interesse comune: il fallimento finanziario prima e lo scioglimento poi sono sembrati degli approdi logici nella loro crudezza.

Abbiamo parlato prima di rabbia e amarezza perché non abbiamo mai mancato di denunciare magagne e incongruità dell’azione amministrativa delle giunte comunali che si sono succedute nel corso degli ultimi dieci-quindici anni; amarezza e rabbia perché la nostra opposizione fuori e dentro il consiglio comunale non è mai stata solo e soltanto urlata, fine a se stessa ma, e lo rivendichiamo con orgoglio, abbiamo sempre fatto seguire alla denuncia la proposta: dal problema dei rifiuti a quello dell’acqua, dalle graduatorie taroccate all’illuminazione pubblica, dai servizi cimiteriali alla casa di riposo, abbiamo sempre fatto delle proposte alternative che mai sono state prese in considerazione; mai da parte delle giunte è arrivata un’apertura verso le proposte dell’opposizione, fosse anche l’apertura formale di un tavolo di discussione; e anche questo la dice lunga su come viene intesa da noi la lotta politica: chi vince “s’afferra tutti cose” e come i lanzichenecchi fecero con Roma, non lasciano “mancu i chiova ri mura!”
E sulla casa di riposo non si può ancora una volta calpestare l’intelligenza dei partinicesi perché consideriamo uno specchietto per le allodole oltre che un falso morale il tentativo di celare tutta questa matassa di irregolarità, che adesso verranno finalmente a galla, dietro la mancata esternalizzazione del servizio come vorrebbe chi da buon “Schettino” ha abbandonato la nave che colava a picco su un oceano di guai creati anche da chi ha contribuito alla sua elezione a primo cittadino.
Abbiamo disegnato un quadro deprimente, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma è sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa la nostra città.

Si dice che le grandi crisi spesso servono a far ripartire un paese, ecco pur restando molto scettici per via della peculiarità della nostra città, ce lo auguriamo e non faremo mai mancare il nostro supporto; Partinico ha bisogno delle sue energie migliori, dei suoi giovani più brillanti e la gente dovrà convincersi che ad amministrare una città come la nostra non può mandare gli arrivisti di turno, quelli che prendono i voti perché hanno una “putìa” o perché sono bravi ad aggirare le norme; se siamo ridotti così è proprio perché alla guida di questa nostra città si sono succeduti amministratori che hanno anteposto l’interesse proprio e quello dei loro amici all’interesse comune. Il cambiamento può passare solo attraverso la creazione di un polo politico nuovo che metta insieme il meglio della società civile e al contempo faccia affidamento sull’autorevolezza, sull’esperienza di persone che in questi anni hanno difeso la città dallo stupro continuo delle politiche clientelari, degli affarismi e dei trasformismi, che hanno soffocato la crescita culturale, sociale ed economica della nostra comunità.

Ci attendono tempi di scelte coraggiose. E’ necessario realizzare un movimento politico nuovo che rifondi i luoghi di partecipazione politica nei partiti, nelle associazioni, nei movimenti; che valorizzi l’intraprendenza dei giovani e la saggezza dei meno giovani; che dia fiducia alla società civile, che dia voce alle sue aspirazioni per un reale cambiamento dello stato di cose presenti.
Solo e soltanto per questo fine noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo.
Cogliamo l’occasione per porgere i nostri saluti e gli auguri di buon lavoro ai commissari prefettizi incaricati di traghettare il nostro comune verso la normalità amministrativa.

Comunicato Stampa – Partito della Rifondazione Comunista circolo “Peppino Impastato” di Partinico

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