Cronaca e attualità

Fase 2 con molte incognite. Quale futuro per la Sicilia? Beni culturali al carroccio

Fa discutere la scelta del presidente della regione siciliana di affidare ad un esponente della lega l'assessorato ai beni culturali. Il 18 maggio scatta la fase 2 tra molto dubbi. Con il caldo quali novità?



Lunedì prossimo scatterà la fase due per fronteggiare il covid 19. Il lock down imposto dal coronavirus darà una tregua ai cittadini siciliani, da mesi costretti a un regime di chiusura a casa, senza la possibilità lavorative e con i soldi promessi dal Governo con la cassa integrazione, che in molti casi non sono ancora arrivati alle categorie lavorative che ne hanno diritto. Riapriranno parrucchieri ed estetiste, così dopo mesi potremmo sistemarci per affrontare l’estate che a conti fatti e al momento presenta ancora tanti interrogativi. I lidi attrezzati si stanno organizzando per aprire, ma a fronte della forte crisi e le ristrettezze imposte dal governo le vacanze dei siciliani saranno molto mordi e fuggi e riservate alla classi piu abbienti. Da quel che si apprende chi vorrà recarsi in spiaggia quest’anno dovrà prendere un numerino, indossare la mascherina, stare attenti a cosa tocca, turni per fare una nuotata distanze di sicurezza per ogni cosa. Alla luce della difficile situazione vissuta in questi mesi saremo disposti a rischiare anche se con tutte le norme rispettate pericoli non ce ne dovrebbero essere? Immaginate di andare a mare con mascherine e temperature elevate, file, tavoli con divisore, nessuna possibilità di aggiungere amici e parenti a tavoli con un massimo di due persone, niente giochi nei lidi attrezzate, code per recarsi a bar e ristoranti… Più che una vacanza le prospettive sono di un incubo. Senza contare che con mesi di inattività le casse di una regione già martoriata da disoccupazione e lavoro nero sono al collasso. Negozi che prima esponevano a marzo #andratuttobene e cantavano nei balconi adesso devono fare i conti con nessun incasso e le scritte ‘chiuso’ o ‘affittasi’ o peggio ancora ‘vendesi’. Il governo nazionale di concerto con quello regionale sta gestendo un emergenza forse inaspettata e complessa a gennaio. Una delle principali entrate dell’economia siciliana è il segmento turistico che a causa del covid 19 è stato messo in ginocchio. Hotel che hanno avuto da marzo solo disdette, ristoranti e pizzerie che non sanno che pesci prendere, personale che attende la stagione estiva per lavorare sono a casa, locali aperti solo per asporto, con perdite del 70-80% degli introiti. Sale dimezzate a causa della distanza di sicurezza. Imprenditori disperati. Un quadro desolante e che con l’estate alle porte non è dei più rosei. Ci potremmo consolare però con l’incarico che a breve sarà ufficializzato da parte della regione siciliana del nuovo assessore ai beni culturali, che come ha confermato nei giorni scorsi il presidente della regione siciliana Musumeci sarà un esponente della lega nord. Sarebbe il primo caso di un esponente del carroccio in Sicilia, da sempre terra di conquista e facile e mansueto bersaglio del nord, che quando c’è da attingere al sud mette da parte offese e proclami beceri del passato, arruffiandosi con maestria le grazie di un popolo da sempre condizionato dal resto dello stivale e incapace di gestire l’enorme patrimonio culturale, artistico, turistico e enogastronomico famoso in tutto il mondo. Al posto del compianto assessore ai beni culturali Sebastiano Tusa morto lo scorso anno a causa di un incidente aereo in Etiopia, si attende il nome di un politico della lega pronto a rilanciare e gestire parchi, templi, biblioteche. La Sicilia ha bisogno di rilancio e chissà, idee nuove e diverse dalla cultura del sud Italia possano giovare e creare un maggior indotto turistico.

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