Palermo

I sedici sbocchi a mare fortemente inquinati nell’isola Goletta Verde: «Due siciliani su tre senza depurazione»

Legambiente rende noto il risultato delle analisi condotte nelle ultime settimane: su 25 campionamenti tra foci di fiumi, torrenti e canali solo nove risultano entro i limiti. Eppure si registra anche qualche miglioramento


A voler guardare il confronto con l’anno precedente, mezza notizia positiva c’è. Il consueto monitoraggio di Goletta Verde tra foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali delle cose siciliane registra un leggero miglioramento, pur in una situazione ancora molto preoccupante.

Dei 25 punti campionati quest’anno da Legambiente 16 risultano fuorilegge (12 fortemente inquinati e quattro inquinati), mentre nove siti sono entro i limiti. Nel 2018 erano appena quattro quelli a norma. Alla fine del tour siciliano, oggi a Palermo l’associazione ambientalista fornisce i risultati delle analisi delle acque condotte nelle scorse settimane grazie a un laboratorio mobile.

Quattro siti, che l’anno scorso erano fortemente inquinati, migliorano la qualità e rientrano nei limiti: sono la spiaggia catanese di fronte al torrente Forcile, in contrada Pantano d’Arci; il lungomare Dante Alighieri di Trapani all’altezza del pennello di fronte all’oasi ecologica; Castelvetrano, frazione Marinella di Selinunte, all’altezza dello scarico del depuratore; e Butera, la spiaggia di fronte la foce del torrente Rizzuto.

Le buone notizie finiscono qui. In provincia di Catania sono risultati fortemente inquianti lo sbocco dello scarico fognario all’inizio del lungomare Galatea nel comune di Acicastello e la foce dell’Alcantara tra Catalabiano e Giardini Naxos; inquinata la foce del torrente Macchia a Mascali (che l’anno scorso era fortemente inquinata).

In provincia di Messina fortemente inquinata la foce del torrente Patrì a Barcellona Pozzo di Gotto, entro i limiti la spiaggia libera del lungomare Colombo a Villafranca Tirrena. A Siracusa la foce del canale Grimaldi risulta fortemente inquinato, mentre entro i limiti di legge è la spiaggia del Granatello ad Augusta. Nel Ragusano il punto campionato sulla foce della Fiumara di Modica nel territorio comunale di Scicli è risultato fortemente inquinato.

In Sicilia occidentale, otto punti monitorati nel Palermitano: fortemente inquinati lo sbocco dello scarico in via Messina Marine a Palermo; il piano stenditore del lungomare in località Porticello a Santa Flavia; la foce del fiume Chiachea a Carini; la località La Praiola a Terrasini e la foce del torrente Nocella tra i territori comunali di Terrasini e Trappeto. Inquinato il punto campionato sulla spiaggia fronte canale a piazza Marina a Cefalù. Entro i limiti di legge la spiaggia libera in località porto a Termini Imerese, e la spiaggia a sinistra della pompa di sollevamento di fronte via Barcarello in località Sferracavallo a Palermo. Nel Trapanese, oltre ai due «entro i limiti» già detti, risulta inquinata la foce del fiume Delia a Mazara del Vallo. 

Tre i punti analizzati nella provincia di Agrigento: fortemente inquinato la foce del torrente Cansalamone a Sciacca, inquinato la foce del fiume Akragas ad Agrigento e infine entro i limiti di legge la località spiaggia di Marinella a Porto Empedocle. In provincia di Caltanissetta nessun problema per la spiaggia fronte foce del torrente Rizzuto a Butera, mentre risulta fortemente inquinato il punto sulla foce del fiume Gattano a Gela.

Eppure in nessuno dei luoghi campionati è esposta la corretta cartellonistica informativa che per legge prevede l’illustrazione delle analisi più recenti sulle acque. Informazione necessaria anche perché, a dispetto delle apparenze, le foci continuano in alcuni casi a essere scelte dai bagnanti. 

Goletta Verde sceglie, come sempre, le foci perché considerati i luoghi più a rischio – e anche quelli maggiormente oggetto di segnalazioni – a causa delle enorme falle nel sistema di depurazione in Sicilia. «Foci di fiumi e torrenti – spiegano dall’associazione – scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare».

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come inquinati i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa e fortemente inquinati quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

«Il tema della depurazione è un’emergenza su cui non ci sono più alibi – afferma Mattia Lolli, portavoce della Goletta Verde – è infatti notizia di ieri il parere motivato da parte della Commissione Europea sulla nuova procedura d’infrazione ai danni dell’Italia sulla maladepurazione. Sono 237 le località nel Paese che non dispongono di adeguati sistemi di raccolta e trattamento delle acque di scarico. Molte di queste sono in Sicilia».

«Malgrado le nostre denunce costanti e le multe salate da parte della Commissione Europea in Sicilia continua a non cambiare nulla – afferma Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – al di là dei proclami delle istituzioni e delle rassicurazioni da parte delle autorità preposte ai controlli, restano i fatti. Due terzi dei cittadini siciliani, infatti, non sono collegati a sistemi di depurazione efficienti e funzionanti. Per questo il nostro mare rimane inquinato, sporco, e il nostro territorio malato. In questo quadro – conclude – quella del palermitano rappresenta la situazione più devastante e vergognosa».

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