Liccate a SardaTrappeto

Il 2020 di Cosentino: dai servizi inesistenti all’economia agonizzante. Essere sindaco di un paese che si estingue

Sarà un anno importante per Trappeto. Ripresa e tracollo definitivo? Umiltà ed ascolto possono davvero far cambiare rotta al paese

“Obiettivo primario sarà quello di creare le condizioni necessarie allo sviluppo del turismo e del commercio
nel nostro paese.” Questo l’incipit del programma elettorale della lista “Noi per Trappeto” che nel 2017 portò Santo Cosentino a diventare sindaco del piccolo comune marinaro grazie all’impegno di tanti ex-muscoliniani disposti a tutto per detronizzare l’uscente e piacente Pino Vitale e costretti – in corso d’opera – a fronteggiare l’inaspettato tsunami provocato dal ritorno di Salvatore Cutrò.

Aspettative tante, risultati – fin qui – pochi. Onestà intellettuale impone di annotare come non sia tutta colpa dell’attuale primo cittadino che di certo si sta impegnando – e non poco – nell’arduo compito di spaccare la società trappetese con scelte troppo spesso imposte e con l’ausilio di stuole di difensori che sovente – specie sui social – escono dagli argini del confronto, sconfinando in vere e proprie cacce alle streghe.

E’ evidente come Trappeto abbia subito un’involuzione pesante sotto il profilo economico, 10 esercizi commerciali hanno chiuso le saracinesche negli ultimi 12 mesi e non certo per colpa di Cosentino o della sua Giunta, stando ai numeri Trappeto è un paese che non attrae gli investitori e non solletica più l’appetito dei visitatori dei paesi limitrofi, tutto questo non può che tradursi in declino economico e – di conseguenza – in morte sociale.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di volta di Cosentino e della sua maggioranza da cui trapelano lesioni e risentimenti: essere ricordati come gli amministratori dei parchi giochi e della differenziata virtuosa – cui grossa parte del successo si deve comunque allo zelo dei trappetesi – o trovare la quadra per rianimare un tessuto economico in necrosi? Per quanto l’impegno profuso in qualcosa sia sempre preferibile al non fare è evidente che i problemi di un territorio impoverito e privato del proprio fascino non possano essere risolti da feste e festini o tirando in ballo l’orgoglio e l’unità trappetese nei momenti di magra dopo aver condotto una gestione settaria di ogni ambito sociale.

Essere sindaco di un paese che strizza l’occhio all’estinzione senza aver sufficiente indole pugnace può essere un male aggiuntivo: Signor Sindaco esca dal guscio e se davvero intende questo territorio come un bene comune parli alla gente, provi a camminare nell’area pedonale dei fantasmi sul corso principale, si affacci dal balcone del palazzo del Municipio improvvisando un’Urbi et Orbi, scenda – povero tra i poveri – a toccare il polso di quella gente a cui nel lontano giugno del 2017 preferiva parlare ad altezza uomo, forse così avrà modo di capire quanto Trappeto stia pericolosamente giocando col baratro, forse così avrà modo di parlare alla gente al chiarore delle strade e non tra gli incensi e dal pulpito di una chiesa

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