Liccate a SardaTrappeto

Il sindaco di Solingen fa visita a Trappeto, l’amministrazione lo tiene lontano dalla gente

L'ennesima avventura triste che fa male ai trappetesi ed agli emigrati che coi sacrifici del lavoro hanno costruito questo paese.


Un accoglienza che poteva esser fatta meglio e che ancora una volta tiene conto della casta politica anzichè della gente, questo quello che traspare dopo l’arrivo di Tim Kurzbach, primo cittadino di Solingen approdato entro le mura trappetesi. Sebbene per stessa ammissione di Santo Cosentino non vi è stata nessuna ufficialità è pur doveroso chiedersi come mai non si è trovato il modo di accogliere Kurzbach presso l’aula consiliare partecipando l’incontro ai cittadini e con maggior attenzione a quei trappetesi che hanno letteralmente alimentato il motore economico di Solingen già a partire dalla fine degli anni ’50.

Qualcosa del genere la fece – ma si tratta di altri tempi e di altra gente – l’ex Sindaco Pino Vitale che in occasione della visita del consigliere di Los Angeles Joe Buscaino organizzò un incontro pubblico tra il politico statuinitense che a Trappeto deve le origini e la gente. Tim Kurzbach di contro è rimasto suo malgrado prigioniero del palazzo e dell’istituzionalità fotografica secondo cui apparire conta più di comunicare.

Non condividere la visita del primo rappresentante di un luogo che ha scritto le gioie economiche ed i dolori spirituali della gente di Trappeto è stata una leggerezza, l’ennesima, di una politica intenta all’estetica della propria immagine: «40 anni di sacrifici e lavoro – dichiara un residente al Tarlo – avrebbero potuto invitarci», trincerarsi dietro la parola “ufficiale” è un modo maldestro di correre ai ripari dopo aver rotto il vaso, dire che si è trattato di una semplice sveltina diplomatica toglie oltremodo dignità a quella gente che a Solingen ha donato sangue e sudore, inoltre – ci permetta Cosentino – la favoletta del ritrovo tra amici perde ogni credibilità con l’accoglienza del suo collega tedesco presso il Palazzo Municipale e la consegna di una targa che di fondo ufficializza la visita trappetese di Kurzbach.

I presupposti per smentire quella parte di cittadini biecamente definiti “scienziati” con proverbiale spocchia da qualcuno c’erano tutti, invece ancora una volta si è preferito comprimere, rilegare quella poca frizzantezza di un grigio quotidiano in un guscio abitato da pochi. Questo non è un paese per tutti, non è il paese di tutti forgiato sempre più ad immagine e somiglianza di un Santo in preda ad un continua epifania l Santo di turno. consapevoli di questo costante non-senso ci tornano in mente le parole di Georges Bernanos: “Dio ci scampi anche dai santi”!

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