CronacaPartinico

Omicidio Ana, il racconto shock di Borgia: “L’ho finita con delle bastonate alle testa, chiedeva soldi per drogarsi”

Il killer di Partinico racconta i raccapriccianti attimi dell'omicidio della giovane Ana Di Piazza.


Parole raccapriccianti quelle raccontate  da Antonino Borgia agli inquirenti. L’uomo ha descritto dettagliatamente la dinamica del brutale assassinio della giovane Ana Di Piazza con cui – a suo dire – intratteneva una relazione clandestina da circa un anno. Di seguito le dichiarazioni integrali di Borgia

“L’ho conosciuta un annetto fa, alla virgilia di ferragosto di quest’anno abbiamo avuto per la prima volta un rapporto sessuale all’interno della mi autovettura. Da quel momento in poi abbiamo cominciato a sentirci e di tanto in tanto a vederci, lei mi chiamava per avere dei passaggi. Ho rovinato la mia famiglia. Lei mi chiedeva sempre soldi, non la pagavo dopo i rapporti sessuali ma lei ha cominciato a chiedere da subito denaro per aiutarla, mi chieva 100 o 200 euro, li usava per drogarsi. Lei mi chiamava sempre “curù”, dal primo rapporto lei ha cominciato a chidermi soldi dicendo che altrimenti mi avrebbe rovinato, avremo avuto 3 rapporti sessuali completi, tutte le altre volte avevamo dei rapporti lievi oppure ci baciavamo e coccolavamo.

Giovedì sera mi aveva chiesto 3000 euro, due settimane fa lei era in Romania e mi ha mandato un messaggio in cui mi ha scritto che si era fatta tutti gli esami perché era svenuta e aveva scoperto di essere incinta. Mi ha detto che il figlio era mio e che non poteva portare avanti la gravidanza perché già aveva un figlio e la madre l’avrebbe mandata via di casa.

Tornando a giovedì, mi ha detto di incontrarci alle 23, sono andato a prenderla dicendo a mia moglie che andavo a giocare a carte con gli amici e l’ho lasciata a Terrasini, abbiamo fatto una sosta e lei mi ha fatto un rapporto orale. Avremmo dovuto incontrarci l’indomani mattina per consegnarle i soldi che mi aveva chiesto, non sarebbero stati 3000 euro ma avevo un cliente che doveva darmi dei soldi quindi le ho detto che qualcosa le avrei portuto dare.

Mentre aspettavamo il cliente lei mi ha fatto un rapporto orale, poi quando il cliente non arrivava é cominciata la discussione, lei ha cominciato a dire parolacce ed io non ho capito più niente. Non so cosa mi é scattato, ho preso il coltello che avevo in macchina e l’ho colpita alla pancia, lei é scappata e ha cominciato a chiedere aiuto, io sono sceso dietro di lei, ero senza pantaloni, l’ho seguita e non credo di averla colpita davanti al cancello dove lei é scappata. Le ho detto che l’avrei portata all’ospedale, le ho dato una mano e siamo rientrati in macchina, lei sanguinava e io l’ho fatta entrare da dietro e si é distesa. All’altezza del ponte dell’autostrada lei mi ha aggredito da dietro, a quel punto mi sono fermato, sono sceso, sono entrato dietro e ho cominciato a picchiarla, ho usato un altro coltello, quello di prima l’avevo buttato dove ho dato il primo colpo davanti al cancello. Con il secondo coltello l’ho colpita ripetutamente, ovunque, da tutte le parti, ovunque si girava.

Ho rimesso in moto e mi sono spostato, in quel momento Ana soffriva, non parlava ma era molto sofferente. A quel punto ho trovato un bastone per strada e l’ho finita colpendola in testa perché era agonizzante, anzi ho omesso un passaggio, dopo averla colpita lei ad un tratto é scesa dalla macchina, ha cominciato a chiedere aiuto ed é passata una macchina che ha visto questa scena e si é fermata 100 metri più avanti, lei é caduta a terra al centro della statale e io l’ho raggiunta. L’ho presa e riportata sul furgone, l’ho rimessa dentro e anziché proseguire per la strada di campagna ho proseguito verso Partinico. Mi sono fermato dopo un po’ e a quel punto ho preso il bastone e l’ho colpita in testa, poi ho ripreso il coltello e l’ho colpita al collo, all’interno del furgone l’ho avvolta in lenzuola e coperte, l’ho legata e l’ho trascinata nel terreno, poi l’ho ricoperta con del fogliame, poi sono andato a lavoro ho cercato di non destare sospetti, ho cercato di distrarmi. Ho rovinato la mia famiglia.”

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