CronacaPartinico

Omicidio di Partinico, ora è una telenovela. Intanto Borgia resta in carcere

Condividiamo un'interessante lettura fatta dal quotidiano "Diretta Sicilia" sull'eccessiva esposizione ai media degli incolpevoli protagonisti del caso Ana Di Piazza


L’omicidio di Ana Di Piazza di Partinico naufraga verso un indecoroso botta e risposta. Tra interviste televisive e dichiarazioni pubbliche tutti sembrano non curarsi che dietro a quell’episodio ci sono persone che soffrono, tra cui anche un bambino di 11 anni .

Ora il succo della questione è, per le cronache regionali e nazionali, capire di chi era il bambino che la donna di Giardinello portava in grembo. Si, perché Ana Di Piazza è stata uccisa mentre era incinta di un maschietto di tre mesi.

Sono 10 le coltellate inferte alla donna da Antonio Borgia durante un “raptus omicida” come l’ha definito che miglie Maria Cagnina, moglie dell’accusato. A quella che sembra diventare una telenovela a puntate e non un caso di un efferato omicidio ora si aggiungerebbe un altro protagonista che si attesterebbe la paternità del piccolo che aveva in grembo Ana e che metterebbe in discussione il movente dell’omicidio.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, ora spuntano due persone, un padre e una figlia, Giuseppe e Michela Durante. I due sostengono che il figlio non sarebbe di Antonio Borgia ma di Durante che avrebbe avuto una relazione con la 30enne. A rivelarlo è stata la figlia dell’uomo che lo aveva saputo dalla stessa Ana.

“Io amavo Ana – ha rivelato – ma sapevo che prima o poi sarebbe finita per via della differenza d’età (lui ha 59 anni, ndr). Mi rivelò che il bambino che aveva in grembo era mio, le avevo già detto che mi sarei assunto le mie responsabilità. Non sono riuscito ad aiutarla eppure mi ero accorto che era diversa”. Intanto Partinico è una città ancora scossa per l’omicidio di Ana Di Piazza. E l’aria viene resa ancora più tesa dalle dichiarazioni dei parenti della ragazza uccisa e della moglie di Borgia che si sfoga sui social dopo essere stata offesa per aver preso le difese del marito affermando di non volerlo abbandonare.

La donna non ha comunque giustificato la violenza con la quale lo stesso Antonio Borgia ha ucciso l’amante.
“L’uomo che ha ucciso quella povera ragazza – ha ribadito Maria Cagnina – non può essere stato il marito affettuoso che ho avuto accanto in questi 18 anni. Sono convinta che sia stato preso da un raptus, non so come e perché. Io lo riaccoglierei in casa, di lui non avrei minimamente paura a lasciarlo con un coltello in mano. Mio marito è un uomo molto fragile, non lo sto affatto compatendo ma sono sicura che non rifarebbe mai quel che ha fatto”. Intanto l’inchiesta sull’omicidio di Partinico, tra ospitate televisive, video esclusivi, nuovi protagonisti, prosegue. Il gip, dopo aver interrogato Borgia, ha ordinato il proseguo della custodia cautelare in carcere per il presunto assassino.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close