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Partinico, è scontro tra Arena e il Consiglio Comunale. La lettera di Rao: “Si impone educazione militare a cittadini e consiglieri”

Il candidato sindaco alle scorse amministrative interviene di forza sull'attualità politica partinicese ed affronta il Commissario Rosario Arena: "Partinico è ostaggio di un perimetro dispotico".


A Partinico torna a farsi sentire Pietro Rao, candidato sindaco alle scorse comunali ed attualmente consigliere comunale. Per l’ex deputato l’atteggiamento del commissario Rosariao Arena nei confronti dei consiglieri comunali è irrispettoso.

Nella prima parte della sua lettera, Pietro Rao interviene facendo riferimento allo spirito benevolo con cui è stato accolto Arena dal Consiglio Comunale e parla di un clima avverso: «Mi corre l’obbligo di intervenire in disamina del clima avverso e pericoloso che tiene prigioniera l’azione politica di questo paese in un momento di delicata transizione. Naturalmente mi riferisco all’attività del Commissario Rosario Arena che – a suo dire –è condotta nel solo interesse della città di Partinico e su cui non possiamo nutrire dubbi. Certo però non possiamo  esimerci dal denunciare atteggiamenti irrispettosi nei confronti del Consiglio Comunale e dunque del popolo partinicese che, a torto o a ragione, ha conferito mandato di rappresentanza a ciascun consigliere. Abbiamo accolto Arena con lo spirito pacifico e ben disposto che da sempre contraddistingue la nostra gente, abbiamo cercato di trovare una chiave di volta per resettare il caos dell’ultima, effimera, amministrazione comunale, abbiamo  offerto quella che è la nostra esperienza e la conoscenza di tutte le criticità del territorio e lo abbiamo fatto in forma espansa, senza mai venire  meno alla responsabilità di cui Voi Cittadini, ci avete investito!».

L’importanza di salvaguardare il Consiglio Comunale in un clima autoritario
Per Rao è fondamentale mantenere la schiena dritta dinanzi a quella che definisce una costante mortificazione della democrazia cittadina: «Ritengo doveroso riportare l’azzardo con cui il Commissario Arena sta imponendo a Partinico un cambiamento all’insegna di un clima autoritario senza tener conto del tempo necessario ad un processo di mutamento di essere accettato, senza dare tempo, come dicono i saggi, di imparare ad ascoltarsi. Ma come si può attuare un processo di trasformazione di un territorio se non ci si sforza di ascoltare la sua gente? E’ impossibile! Altrettanto impossibile appare il tentativo di mettere in piedi a Partinico quello che potremmo definire come il “Sistema Gela”, dove il Commissario poteva, forte della delega a lui attribuita, avocare a se ogni azione decisionale. Fortunatamente  questa città ha un Consiglio Comunale, certamente mal rappresentato, che non può essere gettato via perché qualcuno lo ritiene a torto superfluo e inconcludente, un consiglio comunale che non piega la schiena dinanzi alla mortificazione costante del principale strumento di democrazia che ancora sopravvive in questa città!»

La risposta alla richiesta  di un intervento della Regione contro i consiglieri comunali
Rao rivendica l’impegno fin qui profuso dal Consiglio Comunale per la città e si pone a contrasto dell’iniziativa del Commissario di chiedere un accesso ispettivo dell’Assessorato agli Enti Locali: «Cari Partinicesi, non intendo indietreggiare dinanzi a chi non manifesta la minima empatia con i problemi della nostra Partinico, piuttosto auspico scelte e decisioni partecipate, figlie di una sovranità popolare consapevole e che agisce con buonsenso. E’ mortificante apprendere che il Commissario Arena ha chiesto l’intervento dell’Assessorato agli Enti Locali per un accesso ispettivo, cito il virgolettato, “per inadempienze dell’organo Consiliare”. Ebbene qui mi chiedo, quale sarebbe il nostro peccato e quale presunta insubordinazione vuol farci pagare l’attuale Commissario? Abbiamo fin qui lavorato per questa città senza lesinare tempo ed impegno sul campo e dentro le aule del Municipio, non siamo mai fuggiti dinanzi al confronto ed almeno io non inizierò a prendere il vizietto del capitano che abbandona la nave.»

L’educazione militare che non giova alla città di Partinico
A conclusione del suo intervento Pietro Rao fa riferimento al clima politico avvelenato e invita Arena a condividere l’azione amministrativa: «La politica è cosa seria, serve a dare risposte ai cittadini, la politica è l’arte del risolvere i problemi attraverso il confronto e talvolta anche lo scontro qualora esso sia animato da buone intenzioni. Imporre l’educazione militare ai cittadini ed al Consiglio Comunale è ben altra cosa, viviamo in un tempo in cui i muri tendono a crollare, solo Partinico – oggi – sembra ostaggio di un perimetro dispotico in cui chi prova a manifestare un punto di vista differente viene immediatamente represso. Per questo, Cari Partinicesi, pur riconoscendo l’incarico impegnativo che il Presidente Musumeci ha conferito al Commissario Rosario Arena, non posso sottrarmi dall’oppormi a questo andazzo e mi permetto di ricordare allo stimato Commissario, che la sua attività deve essere partecipata. Agire e decidere come se a Partinico – dal diritto romano ai giorni nostri – non fosse mai arrivata traccia della legge è irrispettoso e non fa che allontanare i cittadini, cuore vivo di questa città, dall’impegno e dal sano confronto democratico.»

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