CronacaPalermo

Presentato il progetto “Non è ROBA per TE”. Il distretto 39 in campo contro l’uso della droga

Il prefetto De Miro: “Un progetto intelligente"


Una vera e propria task force contro l’uso dilagante della droga tra i giovani è quello che sta mettendo in campo l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, in sinergia con vari attori del distretto socio-santario 39, con il progetto “Non è ROBA per TE!” Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza l’8 febbraio a villa San Cataldo, incontro cui ha partecipato anche il prefetto di Palermo Antonella De Miro.

Si tratta di una progettazione volta alla senbilizzazione e prevenzione al consumo di droga ed è promosso dall’amministrazione comunale diretta dal primo cittadino Filippo Maria Tripoli con il coordinamento dell’assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili, guidato da Emanuele Tornatore ed il distretto socio sanitario 39 che comprende i comuni di Altavilla Milicia, Santa Flavia, Casteldaccia e Ficarazzi oltre che il capofila Bagheria.
A presentare il progetto l’assessore Tornatore che ha da subito messo in chiaro che è necessariamente un lavoro di squadra che coinvolge tutte le forze positive della città: le Forze dell’Ordine, la Comunità Terapeutica, l’ASP in particolare Sert e il Consultorio, le scuole, le agenzie educative, la Caritas cittadina, le parrocchie, la Consulta giovanile e ovviamente l’ente locale.

Le fasi del progetto sono 4: la prima prevede la costituzione di una equipe interdisciplinare e focus informativi sulle fragilità; la seconda sarà caratterizzata da contest artistici “Non è roba per te”; la terza prevede la realizzazione e produzione di materiale informativo ed infine la quarta si concluderà con la realizzazione di di un centro di aggregazione giovanile.

Ad aprire la conferenza il sindaco di Bagheria , Filippo Maria Tripoli che citando una frase del sindaco di Barcellona (Spagna), Ada Colau ha detto: «viviamo in tempi eccezionali che esigono iniziative coraggiose e creative, se siamo in grado di immaginare un’altra città, avremo il potere di trasformarla», e raccontando dati preoccupanti di crescita in città relativi all’uso degli stupefacenti ha aggiunto: «dobbiamo pensare ad una città diversa, dobbiamo credere nel “bello”, dobbiamo combattere la mafia con azioni che riguardano il quotidiano e contrastare l’uso della droga. Questo progetto – conclude il sindaco – non guarda l’altro puntando il dito ma è un aiuto, un’azione che dice all’altro: guardiamoci negli occhi».
A dare rilievo all’iniziativa distrettuale la presenza del prefetto di Palermo, Antonella De Miro: «finalmente un sindaco viene da me a portarmi un progetto interessante ed intelligente per contrastare la droga e prevenirne l’uso tra i giovani e gli studenti» – ha esordito l’alto funzionario dello Stato che, similmente ad altri relatori, ha sottolineato come l’uso delle sostanze stupefacenti, anche a Palermo, sia in aumento ed i dati siano preoccupanti soprattutto in relazione alle droghe sintetiche.

Ad entrare nel merito del progetto l’assessore alle Politiche Sociali, Emanuele Tornatore: «delle 4 azioni, la prima – sottolinea Tornatore è volta a combattere le fragilità dei giovani, parlandone con gli stessi ragazzi, coinvolgendo il collegio dei docenti, le comunità parrocchiali ed educanti, le assemblee dei genitori; la seconda azione utilizzerà i social, mezzi molto utilizzati sia dai ragazzi che dai genitori che verranno usati per veicolare la conoscenza e la consapevolezza dei danni che tali droghe comportano; la terza azione consisterà nella distribuzione di materiale informativo e nella quarta fase si costruirà un centro di aggregazione giovanile utilizzando un bene confiscato alla mafia e facendo leva sul Service Learning, un approccio che permette di realizzare percorsi di apprendimento in contesti di vita reale, finalizzati allo sviluppo di competenze disciplinari, trasversali, professionali e volti alla partecipazione attiva dei giovani».
«Prendersi cura, vuol dire dare speranza, mettere in guardia, informare, formare» – a sostenerlo Biagio Sciortino direttore della Casa dei giovani: «Le vittime di mafia di oggi sono coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti – dice il presidente di iIntercear Sciortinosi è abbassato il livello di guardia, di prevenzione, occorre ripristinare una forte attenzione».

A dare alcuni dati il responsabile Ser.T- ASP di Bagheria Giuliano Milazzo ed il Presidente di FederSerd Guido Faillace. Ci sono circa 700 nuovi tipi di sostanze stupefacenti con diverse varianti, con principi attivi che sono solo di 10 milligrammi. Il Sert di Bagheria ha in cura 240 tossicodipendenti, di questi il 70% sono uomini, il 30% donne; 128 sono gli alcolisti di cui il 60% uomini ed il 40% donne e circa 320 gli utilizzatori di cannabinoidi. Tali tossicodipendenti appartengono per lo più alla fascia borghese medio alta. A sottolineare l’importanza dello Sport a supporto della prevenzione, Giorgio Castronovo storico dirigente della Volley bagherese. «La pallavolo è un gioco di squadra e contro la droga il gioco di squadra è fondamentale per non far sentire i ragazzi soli» – dice il tecnico. Chiude la conferenza padre Salvatore Lo Bue, che da decenni ha una grande esperienza con la sua comunità terapeutica nell’aiutare i giovani che distruggono la loro vita con le droghe: «La funzione della relazione, del contesto è fondamentale» – dice padre Lo Bue«il contesto può stimolare, fare crescere ma anche stritolare, la vita dell’individuo è dunque strettamente correlata alla comunità». L’amministrazione comunale informerà sugli sviluppi del progetto. La registrazione integrale della conferenza è disponibile sul sito web comunale.

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