Liccate a Sarda

Pupu cu l’ovu: una ricetta antica e sempre attuale

Un biscotto con una tradizione antichissima. Specialità tutta siciliana


Sarà una Pasqua diversa rispetto agli altri anni a causa della pandemia dovuta al coronavirus. Una Pasqua in cui le famiglie non si potranno vedere, in cui nonni e nipoti, genitori e figli e amici saranno distanti fisicamente ma uniti contro il covid19. Isolati e pronti a trascorrere le festività pasquali senza la tradizionale scampagnata di pasquetta, senza la classica ‘arrustuta’ in campagna, senza il contatto, le risate in famiglia, ma a casa per dare un calcio al virus che ha cambiato le nostre abitudini e che sta mettendo a dura prova l’umanità. Una Pasqua in cui tutti cercano di creare qualcosa e tenersi impegnati ed ecco allora che le antiche tradizioni popolari ritornano prepotentemente e i dolci tipici la fanno da padrone. Come ad esempio “U ‘pupù cu l’ ovu” nella versione occidentale palermitana o ‘l’ aceddu cu l’ovu’ di matrice prettamente etnea. In entrambi i casi una prelibatezza che rende felici grandi e piccini.

Il pupu cu l’ovu, ossia “pupazzo con l’uovo”, è un biscotto del periodo pasquale tipico di Palermo. Di antichissima tradizione contadina,, il pupu cu l’ovu si trova anche nel resto della Sicilia sotto forme e nomi diversi. Nel trapanese si chiama campanaru poiché ha una forma a campana, in altre zone panareddu (panierino), palummedda (colombella). Una versione a forma di cuore veniva preparata dalle ragazze per i fidanzati, a dimostrazione del loro amore. Ad accomunare le varie versioni del pupu cu l’ovu è la presenza costante di un uovo sodo, simbolo della vita e della rinascita, che viene fissato nella pasta frolla solitamente con tutto il guscio. In un epoca ipertecnologica e altamente improntata sul futuro, un tuffo nel passato per riscoprire antiche tradizioni dei nonni e ripresa dalle donne moderne sicuramente è molto piacevole.

Impastare su di una spianatoia la farina, setacciata, con lo zucchero, lo strutto tagliato a pezzetti, le uova, la vanillina e il lievito, aggiungendo via via il latte a filo fino a ottenere un impasto liscio e consistente. Formare una palla con la pasta, avvolgerla in una pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per almeno 60 minuti. Trascorso questo tempo, dividere la pasta in sei porzioni e con il mattarello stendere ciascuna porzione in una sfoglia dello spessore di 7-10 mm. Dare alle sfoglie la forma di agnellini, colombe, campane, fiori, cuori, cesti o pupi e fissare un uovo sodo su ogni sfoglia con due striscioline di pasta disposte a croce. Disporre i pupi su una teglia rivestita con carta da forno e, dopo averli spennellati con del latte o uovo sbattuto e cosparsi di zuccherini colorati, cuocerli in forno preriscaldato a 180 °C fino a doratura (20-30 minuti). Il pupu cu l’ovu si serve a temperatura ambiente.

Mandaci le foto delle tue dolci creazioni via email al tarlo o pubblicale nella pagina fb o gruppi del tarlo. Le pubblicheremo…Nella foto il pupù cu l’ovu e la ricetta inviateci da Sabina Orlando da Trappeto. Dalla redazione del tarlo, dall’editore Gianluca Perlongo l’augurio di una serena Pasqua e felice Pasquetta.

Articoli Correlati

Back to top button
Close