Control ZetaTrappeto

Trappeto. Cosentino, forzista, alla corte di Miccichè: una scelta che odora di ricandidatura

In attesa di conoscere i segreti che si celano dietro apparenti illuminazioni lungo la via di Arcore, sospesi tra una Forza e l'altra, non ci resta che dire: Forza Trappeto!


Ironicamente, e siamo certi che le anime sensibili perdoneranno l’ardore della battuta, si può dire che nel giro di qualche mese l’amministrazione comunale di Trappeto è passata da una Forza all’altra, dai flirt invernali coi neri di Forza Nuova all’amore improvviso e spumeggiante con gli azzurri di Forza Italia. E’ ciò che accade all’ombra del Borgo di Dio con un Cosentino che si tira appresso quasi tutta la giunta (all’appello manca solo l’assessore Emanuele Bologna) alla corte di Gianfanco Miccichè, a celebrare la cerimonia il monrealese Mario Caputo, eletto all’ARS tra le fila di “Fratelli d’Italia AN Noi con Salvini Alleanza per la Sicilia” e passato a Forza Italia lo scorso 4 febbraio. Una migrazione massiccia, di cui si ha poca memoria nella storia della politica trappetese, oltre al sindaco – infatti – il rito dell’ascensione al regno di Silvio ha visto partecipi anche il vicesindaco Rosita Orlando, gli assessori Albano e La Fata ed il consigliere di maggioranza Margherita Domicolo.

Roba seria, mica cotica! Ma a meno di 20 mesi dalle prossime elezioni occorre capire il perchè della transumanza colossale di tutta l’amministrazione trappetese. In ballo ci sta qualcosa, probabilmente Cosentino ed i suoi hanno capito che la chiave di volta per sbloccare progetti importanti è quella di farsi rappresentanti territoriali di un partito che in Sicilia vanta ancora parecchia influenza sui territori, da qui – probabilmente – la scelta di aderire a Forza Italia che tuttavia non puo’ essere interpretata prestando fede esclusiva alle parole dei nuovi aderenti, i quali parlano di valori europeisti e moderati. Le parole stridono, stridono per via dei personaggi non certo per il pensiero espresso, volendo per un attimo tornare all’ironia ci chiediamo quanto di europeista ci sia – ad esempio – nell’azione dell’assessore Albano di presenziare – sia pure per il tempo di una conversazione e qualche foto – all’evento di un partito – Forza Nuova – che fa dell’euroscetticismo uno dei propri cavalli di battaglia.

Poche idee politiche e per altro assai confuse. La grande marcia trappetese appare, invece, come un Do ut des volto a ricevere un supporto verticista a progetti di cui Cosentino ha grande bisogno di portare in saccoccia in vista di un 2022 che con grande probabilità lo vedrà impegnato nella richiesta di un secondo mandato agli elettori trappetesi. Il gioco si fa duro e gli amministratori trappetesi, che per cambiare volto al Comune marinaro sempre più affossato dai problemi economici ha ormai poco tempo, hanno compreso il valore di conoscere il mondo, uscendo così da quel limbo in cui per tre anni hanno amministrato a loro immagine e somiglianza.

Chi agisce sbaglia, è vero, ma a prescindere dalle simpatie politiche occorre guardare con interesse la manovra del sindaco di Trapppeto e di una grossa fetta della sua squadra. Ciò che tutti si chiedono – adesso – è la portata dell’investimento politico di Cosentino, che – ne siamo certi – non è così ingenuo da apparecchiare la tavola a chi verrà dopo di lui senza giocarsi le carte di un secondo mandato. In attesa di conoscere i segreti che si celano dietro apparenti illuminazioni lungo la via di Arcore, sospesi tra una Forza e l’altra, non ci resta che dire: Forza Trappeto!

Articoli Correlati

Back to top button
Close