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Trappeto è fatta a scale e Colapesce va in pensione? La riflessione di uno degli autori del murale della scalinata di piazza Pitrè

Il comune comincia gli interventi di messa in sicurezza della struttura ma sembra non pensare ad un murale frutto di un coinvolgimento collettivo


Dal fronte comunale parlano di «intervento corposo, atteso da tantissimi anni» finalizzato a ristabilire la sicurezza della scalinata da da piazza Giuseppe Pitrè porta alla sopraelevata via Rapisardi. Un restyling doveroso dopo anni ed anni di incuria che il sindaco il sindaco Cosentino ha definito obbiettivo importante della sua amministrazione, coadiuvando la sua nota facendo riferimento a un nuovo lustro e decoro urbano in una zona che da troppo tempo necessitava di interventi.


Al netto di qualsivoglia necessità urbana, i fari si sono accesi sul piccolo murale realizzato nel 2017 dal dott. Gianluca Serra, trappetese d’adozione trapiantato a Bruxelles al servizio dell’Unione Europea. Un progetto di rivalorizzazione artistica dell’area che coinvolge il noto artista locale Marcello Formica e diversi bambini del quartiere di “Piazza delle Pecore”, soggetto del murale – quanto mai pertinente alla pericolosità della struttura – fu Colapesce, leggendario personaggio che mandato in ispezione da re per conoscere i misteri dei terremoti in Sicilia decise di restare negli abissi per sostenere una delle tre colonne che sostenevano l’isola a galla.


Gli interventi di manutenzione, sia pure necessari e lodevoli, sembrano tuttavia mettere in dubbio la persistenza del murale che nel frattempo è diventato ornamento di uno dei cortili più caratteristici del borgo marinaro, arriva così ii punto di vista di Serra nel vedere le immagini dove – probabilmente con poca attenzione per la contaminazione artistica – si è scelto un approccio invasivo sull’opera. Di seguito le parole di Gianluca Serra.

«Nel maggio 2017, a Trappeto, Marcello Formica ed io realizzammo con l’aiuto dei bambini del quartiere questo murales. Utilizzammo il muro di una scala pericolante recuperato da mio fratello Roberto Serra. Il tema scelto fu Colapesce, il giovane che, secondo un’antica leggenda, venne mandato dal re ad ispezionare gli abissi marini per capire le ragioni “profonde” dei frequenti terremoti in Sicilia. Colapesce fece due cose: scopri’ che la Sicilia poggiava su tre pilastri, di cui uno in procinto di crollare; rimase eroicamente nell’abisso a fare da protesi a tale pilastro per tenere a galla l’isola.

Il tema ci parve “pertinente” di fronte ad un muro bianco di una scala pubblica con un pilastro cadente… Se non altro la gente che usava la scala durante la nostra “pittata” ci chiedeva cosa rappresentasse e scopriva con stupore che la scala era in pericolo di crollo.

In oltre tre anni dalla realizzazione del murales la scala non e’ crollata. Nel tempo Colapesce ha perso un po’ di smalto a causa del sole, del vento, della pioggia e del piscio dei cani. Ma, in compenso, ha ricevuto il sostegno delle attente autorita’ locali che gli hanno fornito una cassetta medica in pieno stile dadaista. In questi giorni, la scala di Colapesce e’ stata transennata. Vorranno isolare il ragazzo dal rischio Covid? O e’ forse arrivato il momento per Colapesce di andare in pensione dopo aver indefessamente servito come pilastro della scala di piazza Pitre’, olim delle Pecore, in quel di Trappeto?»

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