Liccate a SardaTrappeto

Trappeto. Il gioco si fa duro per gli sfidanti di Cosentino, l’ipotesi è quella del candidato ignoto fino all’ultimo

Gli amministratori incassano finanziamenti ed il dialogo tra le fazioni politiche diventa sempre più incerto, prende largo la mossa a sorpresa

C’è fermento anche se i coperchi non annunciano ebollizioni imminenti, a Trappeto le fazioni politiche si sono ricostituite e non staranno con le mani in mano ancora a lungo. Tema del momento pare essere il contrasto ai risultati ottenuti dallo sposalizio Cosentino-Forza Italia ed oltre a sperimentare convergenze e fusioni per contrastare l’armata cosentiniana si cerca il nome, quello buono, capace di unire tutti.

Il piatto dell’asse anti-cosentiniana è gestito dalle solite famiglie che non sembrano trovare una quadra nell’immediato tanto da poter ipotizzare un candidato “congelato”, vale a dire un nome buono da tenere al sicuro fino all’ultimo per scongiurare eventuali bruciature.

Ed è proprio la paura di essere annichiliti all’interno dei concili dei “grandi elettori” trappetesi a tenere a freno le ambizioni di molti papabili candidati che – chi più chi meno – rimandano al mittente qualsiasi ipotesi di candidatura, l’impressione è che alla fine – in un modo o nell’altro – ci saranno tutti e che si stia cercando un’allineamento intestino difficile da raggiungere in questo momento. La “potenza” dei finanziamenti di Cosentino intimorisce le attuali minoranze e se fino ad un anno fa i coltelli di tutti sembravano più che affilati adesso sono in tanti a guardarsi intorno senza punti di riferimento specifici.

Ma davvero Trappeto, ancora una volta, ha bisogno di un candidato frutto di accordi riservati, a tratti clandestini e per niente partecipati ai cittadini? Il vecchio modello pare essere quello prediletto dai soliti noti che nel paese marinaro – da sempre – “fanno carte”, e non lascia spazio ad una collegialità d’intenti. L’unione delle forze è l’imperativo categorico al fine di vincere contro un sindaco che, tra pandemia e contatti con la politica regionale, ha sedotto molti dei suoi antichi detrattori; se da un lato il gioco tattico non è per niente sbagliato, dall’altro è discutibile la scelta – l’ennesima nella storia trappetese – di una vestizione dell’ultimo momento.

Pare chiaro che Santo Cosentino concorrerà per un secondo mandato, i toni sono quelli da campagna elettorale e gli attuali amministratori puntano a quella continuità di programma forti dei risultati ottenuti, la stessa continuità cercata senza fortuna da Muscolino nel 2012 e da Vitale nel 2017.

All’interno del dibattito delle idee, appare evidente come a Trappeto ci si avvii verso un altro candidato “imposto”, scelto per sottrazione d’interesse popolare e non sulla base di programmi condivisi; tutti al chiuso delle stanze fino all’ultimo: consiglieri, sconfitti e riesumati cercano il nome più adeguato. Di uscire fuori – al momento – manco a parlarne, perchè la politica è una cosa seria, che non va sporcata nelle strade o nelle piazze.

Articoli Correlati

Back to top button
Close