CronacaTrappeto

Trappeto. Le ZTL fantasma di accesso al lungomare ed i pericoli delle regole non rispettate

Confusione e diritto di interpretazione della ZTL di accesso al lungomare non aiutano i cittadini, agire per tempo ed aumentare l'efficienza dei controlli darebbe autorevolezza a scelte amministrative che rischiano di essere bizzarre e pericolose.


Se il rispetto delle regole esprime marcatamente l’indole virtuosa di una comunità è pur vero che il contro e – laddove è necessario – la sanzione per i trasgressori è indice di credibilità nell’apparato amministrativo di un territorio. Parliamo della zona a traffico limitato che come ogni anno il comune di Trappeto designa nelle vie che danno accesso al lungomare.

La solfa è sempre la stessa: il comune designa l’area come ZTL, cittadini e vacanzieri non rispettano gli obblighi di non transitabilità dell’area ed i residenti raggiungono in poco tempo il picco di saturazione trovandosi spesso bloccati in ingorghi procurati dagli automobilisti indisciplinati. Controlli, come sempre, pochi e spesso condotti a campione mentre, specie nelle arterie vicine a quelle attività commerciali particolarmente frequentate nel periodo estivo, si va in contro ad una roulette russa in caso di interventi di primo soccorso e di transito di mezzi sanitari.

Così va in scena l’ennesimo paradosso trappetese in cui il Comune impone una zona a traffico veicolare limitato senza prodigarsi di condurre una meticolosa attività di controllo ponendo, di conseguenza, i residenti a problemi di ogni forma. Esempio lampante di un controllo che non c’è e della totale anarchia interpretativa delle ZTL in prossimità del lungomare sono le transenne spesso spostate se non addirittura accantonate per permettere libero accesso a tutti, malgrado il cartello dica chiaramente che l’area (al netto dei residenti) dà accesso esclusivo agli invalidi, a polizia, ambulanze e vigili del fuoco (specificando chiaramente che l’accesso è consentito solo se i mezzi sono in servizio e dinanzi a situazioni di emergenza) ed ai veicoli di scarico merci con specifica fascia oraria dalle 14.00 alle 16.00 e dalle 24.00 alle 09.00.

Anarchia, dunque, l’ennesima in un territorio dove – per stessa ammissione degli amministratori – i vigili urbani sono pochi e non hanno il dono dell’ubiquità, alibi di ferro che non possono essere contrastati se non con la clonazione – in pieno stile Dolly – della maestranza in servizio alla Polizia Municipale, ma è pur vero che l’aiuto potrebbe arrivare da un controllo remoto della aree inibite al traffico veicolare, parliamo di telecamere che potrebbero essere installate al fine di migliorare il controllo ed intercettare immediatamente il trasgressore di turno. Sindaco e Giunta il problema lo conoscono bene ma le difficoltà tra imporre un divieto e farlo rispettare, anche a suon di sanzioni se necessario, restano intatte.

In molti denunciano le potenziali difficoltà di un mezzo di primo soccorso nell’accedere ad aree spesso interpretate come “zona franca” in cui si assiste ad auto parcheggiate stabilmente presso la carreggiata di transito ed auto in sosta e meticolosamente in fila indiana che formano trenini laddove l’accesso dovrebbe essere garantito esclusivamente agli aventi diritto.

Nell’era della furberia universale far rispettare le regole è un atto rivoluzionario, così potremmo sintetizzare il non-senso delle ZTL trappetesi, confusione e diritto di interpretazione non aiutano i cittadini, agire per tempo ed aumentare l’efficienza dei controlli – di contro – conferirebbe maggiore autorevolezza a scelte amministrative che, altrimenti, rischiano di essere bizzarre e pericolose per i residenti.

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