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Trappeto, Orazio De Guilmi ricorda Mastro ‘Nzinu: “Lui testimone di tante vite”

Il ricordo dell'amico De Guilmi di una delle figure iconiche di una Trappeto che non c'è più



Pubblichiamo un ricordo a firma di Orazio De Guilmi,  di Vincenzo Palazzolo, da tutti conosciuto come Mastro ‘Nzino, figura iconica di una Trappeto ormai scomparsa venuto a mancare il 15 giugno scorso.

«Ieri sera una persona speciale è venuta a mancare, una vera icona per Trappeto, Vincenzo Palazzolo, il barbiere per antonomasia, detto “Mastro ‘Nzino”. Gentiluomo di altri tempi, è stato, nel suo Salone, testimone di migliaia e migliaia di discussioni, dibattiti, a volte appassionati, di questioni legati all’agricoltura, alla politica, locale e non, ai fatti del giorno, ma lui, mai e poi mai ha parteggiato per l’uno o per l’altro; con la serietà e la professionalità che lo contraddistinguevano, proseguiva nel suo lavoro.

Le poche, pochissime volte che prendeva la parola, era per lamentare le difficoltà dell’agricoltura per i prezzi non remunerativi dei prodotti, aggravati da una gestione infelice delle acque dell’invaso Poma, frutto di molte battaglie di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori, insieme a migliaia di contadini di tutto il territorio.

Sempre mite, discreto, riservato ed allo stesso tempo attento a ciò che accadeva intorno, era capace di diventare un’altra persona, attiva, appassionata e presente nelle feste da ballo locali (con sua moglie ottimi ballerini), oppure quando partecipava alle escursioni culturali, organizzate dalla Libera Università Popolare “Danilo Dolci” di Trappeto, per conoscere la Sicilia e le sue bellezze. Durante i viaggi in pullman si esibiva con voce vibrante in lunghi repertori di canzoni italiane, napoletane e siciliane, prediligendo Rosa Balistreri.

Sin dagli inizi degli anni ’60, quando sono venuto a Trappeto, abbiamo stretto una amicizia e stima reciproca indissolubile: ci siamo sempre chiamati “Fratello ‘Nzino”, “Fratello Orazio”. Per questo il mio non è un ricordo statico, ma una memoria dinamica e viva, come sangue pulsante, che travalica il tempo e lo spazio e, mentre si trasferisce dove esiste la vita vera, lo saluto come sempre “Ciao, fratello ‘Nzino”.».

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