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Trappeto, partono i lavori del nuovo depuratore. Ecco perchè è una vittoria di tutti e non solo degli amministratori

Sono iniziati i lavori per il potenziamento dell'impianto di depurazione del comune di Trappeto. Ne ripercorriamo le lotte, le denunce e l'impegno di stampa, associazioni e politica nazionale ed europea




Era il 25 marzo del 2019 quando – in un paese assorto nelle celebrazioni del Santo Patrono – il nostro giornale iniziava una battaglia di denuncia presso una condotta di scarico posta sotto-costa innanzi al porto turistico di Trappeto. Sei mesi di dirette ed invettive assai dure rivolte alla prima carica politica cittadina affinchè cessassero gli scempi di un depuratore inadeguato e gli scarichi riversati sul mare di Trappeto spesso in piena stagione estiva quando il centro abitato triplica i residenti.

Così, tra le interrogazioni del consigliere Salvatore Cutrò e le perplessità del consigliere Alfano sull’ignominia generata da quella stampa che in pieno agosto denunciava gli scarichi abusivi, si è andati avanti nella denuncia arrivando a coinvolgere Arpa e Capitaneria di Porto al fine di comprovare che l’acqua di scolo sotto gli scogli non proveniva da una fonte alpina. Impegno e dedizione supportati dall’Onorevole Antonio Lombardo e dall’europarlamentare Ignazio Corrao, due che alcamesi tosti e – se vogliamo dirla tutta – non particolarmente benvisti dalla politica trappetese colpita al cuore dall’interessamento nazionale ed europeo degli Onorevoli che oltre a chiedere delucidazioni agli uffici comunali interpellarono – era il luglio 2019 – il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Enrico Rolle, portando agli onori della Commissione il degrado di un impianto di depurazione per cui i finanziamenti erano stanziati già dal 2009.

Scenari cangianti e tanta tensione con l’amministrazione comunale, sia pure animata dai medesimi propositi, scossa e solerte nel chiedere alla polizia municipale ed ai tecnici Amap relazioni in cui emersero anomalie imbarazzanti sullo stato e sulla gestione dell’impianto e che – coadiuvate dalle analisi delle acque durante gli scarichi – in molti casi rafforzarono quanto denunciato da  “Il Tarlo”.

Seppure 12 anni tra lo stanziamento della somma e l’inizio dei lavori sia un tempo imperdonabile, bisogna dar atto all’amministrazione guidata da Santo Cosentino di essere riuscita entro il proprio mandato a risolvere gli impedimenti che hanno portato a questi ritardi, un impegno concreto e condiviso per il territorio, primo vero contributo per l’ambiente che non puo’ passare in sordina ma deve – al pari delle tante accuse di immobilismo passate – essere raccontato meticolosamente seppur depurato dalla vanagloria dei politicanti: dal decreto di finanziamento al primo “colpo di piccone” il progetto del nuovo depuratore ha coinvolto ben tre amministrazioni comunali che a vario titolo hanno dovuto mediare in un complesso e delicato equilibrio tra l’abusivismo edilizio dell’area in cui è sito l’impianto di depurazione e le richieste degli uffici regionali.

A ciascuno il suo, dunque, nella consapevolezza di quanto fatto da stampa, associazioni e deputati nazioni ed europei, consci oltremodo si tratta di una vittoria comune, condotta da una sana attività politica e nella speranza, infine, che il nuovo depuratore non diventi materia di campagna elettorale.

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