Liccate a SardaTrappeto

Trappeto. Previsioni sotto l’ombrellone: esiste l’alternativa a Cosentino per le comunali del 2022?

Esiste, dunque, l'antagonista di Cosentino o è proprio Cosentino l'uomo giusto di un cambiamento che stenta ad arrivare solo perchè il tempo trappetese ha una fisica diversa dagli altri luoghi?



Qualcuno – ne siamo certi – storcerà il naso, pronto a denunciare l’inutilità pratica di articoli come questo. Altri diranno che non si è lodato l’attuale sindaco per quello che ha fin qui fatto, altri ancora – invece – che ci si è troppo spesi in meriti e pregi che di cui è per niente il detentore.

Sono tutti lì, gli “addetti ai lavori”, pronti, in attesa di un movimento, sia pure impercettibile, dell’altro. “Agnuniati” a difesa del proprio fortino, ancora incerti se stringere legami ed alleanze con questa piuttosto che quell’altra famiglia, perchè a Trappeto si preservano ancora vecchi stereotipi comportamentali in cui la famiglia, specie se allargata e unita in minimo 150/200 preferenze, è sacra!

Parliamo di politica, o forse di fanta-politica perchè le amministrative non sono esattamente dietro l’angolo ma il “pensiero stupendo” che nasce un poco strisciando inizia a formarsi nella testa di molti contendenti alla carica di prossimo primo cittadino di una città ormai – inutile negalo a noi stessi così come all’esterno – invisibile. A conti fatti nemmeno Cosentino è fin qui riuscito a sciogliere quei nodi gordiani che -a detta di tanti – paralizzano l’economia trappetese, parliamo di pragmatismo amministrativo e dunque dei vincoli del centro storico, che di fatto inibiscono l’insediamento di attività commerciali e ricettive.

Per quanto riguarda la visione del paese sotto il profilo turistico possiamo dire, senza il timore di una smentita, di aver assistito fino ad oggi alla totale mancanza di piani strategici, di idee, di ambizioni da percorrere secondo un programma ben chiaro: cosa siamo oggi e cosa vogliamo fare da grandi? A dire il vero tante sono le responsabilità e non tutte possono essere demandate al primo cittadino, esistono associazioni pro-territorio che dovrebbero pro-grammare attività sociali finalizzate alla promozione e alla riscoperta delle identità di Trappeto, associazioni che, di fatto, stanziano in un immobilismo non meglio chiarito. Preso atto che la nuova Proloco made in Cosentino non funziona, semplicemente non funziona è doveroso parlare degli assessorati a cultura, turismo e spettacolo ereditati lo scorso anno dal quarto cavaliere di Cosentino, Nicolò La Fata e gestito per il primo biennio da Andrea Albano che – fatta eccezione per i consueti spettacolini estivi – non ha visto picchi sostanziali nell’indice di ripresa dell’economia turistica ancora – purtroppo – vista con fatalismo e non con analiticità “Il turismo è una scienza esatta e non ci si improvvisa” diceva due anni fa l’allora assessore al Turismo della Regione Siciliana Pappalado.

Non ci si improvvisa, dunque, nè sulla parte pratica ben che meno su quella organizzativa, dunque – fatta concedendo un’eccezione temporanea all’assessore La Fata che ha dal canto suo l’alibi di ferro di un 2020 assai condizionato dall’emergenza Covid-19, ci chiediamo quale sia la sottile linea rossa che demarca la buona volontà dalla competenza e per quale arcano a noi ancora sconosciuto a Trappeto si preferisca valorizzare chi si sbraccia piuttosto che chi ha specifiche competenze in ambiti che influenzano la crescita economica come quello turistico.

Dire che l’assesore Albano sia stato un incapace sarebbe una falsità oltre che un’offesa fine a sé stessa, affermare  che la gestione di un assessorato strategico poteva essere affidata, sia pure sotto l’egida benevola del Sindaco, ad un giovane non è un’affermazione che profuma di bestemmia, dal consigliere Billitteri – in maggioranza – a tanti giovani che da anni lavorano nel campo del turismo e dunque conoscono bene croci e delizie del settore, la scelta di Cosentino avrebbe avuto l’imbarazzo della scelta.

Non spetta a noi, sia chiaro, decidere le cariche amministrative, è invece necessario capire, analizzando ogni punto, il perchè di una mancanza di strategia in quello che è il principale motore economico di un paese come Trappeto che lentamente scompare dagli itinerari del turismo e che stoicamente resiste grazie ad un territorio dalle innumerevoli bellezze.

Competenze, dunque, è azzardo, avere il coraggio di una visione che vada oltre alla pulizia, alla differenziata, dunque oltre l’ordinario. Questo oggettivamente sembra ancora mancare a Trappeto; guardando intorno stentiamo a trovare alternative, tanti, troppi fuochi fatui attendono al caldo delle loro dimore che qualcosa accada, l’attimo propizio per uscire senza scheggiarsi, l’idea di fare rete, squadra, di denunciare, di prendere a piene mani la lava di questo paese offrendo la propria visione di mondo ancora manca. Si preferisce, piuttosto, far caciara da salotto, dire che Santinù è scarso o che “Essù, Albano assessore manco in Uganda!”, illazioni facili di una vecchia politica che è pronta a tornare alla carica, forse col candidato di supporto, l’uomo buono e per tutte le stagioni su cui confluire il suffragio delle tribù in cambio di un assessorato o di una carezza al capoccione regionale alle prossime elezioni.

Al dibattito delle offese, terreno in cui spesso l’assessore Albano si è inoltrato più con ingenuità che non con intento di sfregio, preferiamo quello della concretezza ispirata al pensiero, il fare come estensione dell’intensione, piuttosto che muscoli elettorali che nulla portano di nuovo alla comunità.

Sia chiaro che questo non vuol essere un endorsement ad un Cosentino bis, sui pro e i contro di questa amministrazione abbiamo già detto e siamo disposti a concedere al sindaco e alla sua squadra il bonus dei due anni che ancora mancano alla fine del mandato, riuscirà Trappeto a raggiungere gli standard di San Vito Lo Capo, come auspicato da qualcuno in forza alla lista civica che ha fatto di Cosentino il Sindaco di Trappeto? Qualche dubbio, unendo i risultati fin qui ottenuti all’esiguo tempo rimasto, sorge per default e non potrebbe essere altrimenti.

Cosentino dunque buon amministratore dell’ordinario – come più volte alluso dal consigliere Maurizio Alfano – o sindaco che lascerà un volto nuovo a Trappeto? Area pedonale, piazza arcobaleno e cestini per la differenziata sul lungomare sono ancora poca roba per un sindaco che in più occasioni ha affermato di voler cambiare, incidendo profondamente sui tessuti, la storia di questo paese ci ha abituati ad accettare promesse gridate da ogni balcone, un pò come i dormienti di Efeso ci si perde a dormire con gli occhi aperti fino al compiersi della fine, qualcuno forse saprà liberarci da questo sonno sottratto alla condanna di essere immobili? Né troppo avanti per cantare vittoria, né troppo indietro per dirsi distrutti, Trappeto pascola in una terra intermedia dove ciò che è ha le forme di ciò che è stato e dove ciò che sarà appare oscuro, appannato come un vetro in dicembre.

Esiste, dunque, l’alternativa a Cosentino o è proprio Cosentino, insieme alla sua squadra e per stessa affermazione di alcuni uomini della sua squadra, l’uomo giusto di un cambiamento che stenta ad arrivare solo perchè il tempo trappetese ha una fisica diversa dagli altri luoghi? Ripartire dalle competenze e non dalla volontà sarebbe un indizio di buoni propositi, dare spazio a chi ha fame – non certo la fame del corpo ma quella delle ambizioni – piuttosto che a uomini appagati, ormai sazio di soddisfazioni personali è un dovere per chi c’è e chi ci sarà dietro il parapetto di stoffa di una fascia tricolore.

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