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Trappeto, Randazzo “pacifista” risponde sul finanziamento perduto

L'unica certa verità è la confusione di un confronto politico che assume sempre più i contorni di una corrida sui generis, dove il toro - per fortuna - non viene matato ma invitato al desco del predicatore per recitare un requiem per tutti i caduti dell'arena.

L’unica certa verità è la confusione di un confronto politico che assume sempre più i contorni di una corrida sui generis, dove il toro – per fortuna – non viene matato ma invitato al desco del predicatore per recitare un requiem per tutti i caduti dell’arena. In questo clima spagnoleggiante più simile a “I 2 toreri” di Franco e Ciccio che non al mito del Matador Iglesias il consigliere trappetese Salvo Randazzo affida ad una nota social il proprio disappunto in merito alle dichiarazioni dell’assessore al Bilancio Emanuele Bologna sul mancato finanziamento per l’efficientamento energetico del Comune.

Dapprima il consigliere manifesta dispiacere nell’affrontare – in ambito discorsivo – argomenti che a suo dire dovrebbero essere discussi all’interno del palazzo comunale in sede di Consiglio, cosa per altro fatta e da cui – vuoi o non vuoi – è nato lo scontro, che nella personalissima codifica di Randazzo è da intendersi più come un passaggio del ramoscello d’ulivo «Dispiace – scrive Randazzo – dover ritornare su un argomento che è stato discusso ed è giusto che si discuta nelle sede di consiglio comunale luogo deputato dove ci si confronta in maniera diretta e non invece mediata o peggio veicolata. Ritengo giusto premettere che diversamente da ciò che ho letto nei giorni scorsi non è avvenuta nessuna zuffa in consiglio comunale, ma un dibattito vivace e costruttivo che ha visto confrontarsi apertamente amministrazione comunale ed il sottoscritto per il Gruppo Trappetesi.».

Dunque, più di una zuffa, baruffa verbale, accavallamento di voci e reciproche soverchierie fonetiche in merito ai 10.700 euro persi – sempre secondo il consigliere di minoranza – ad un confronto costruttivo e pacato che in confronto Padre Livio di Radio Maria sembra reduce sessantottino incazzato col mondo, ma non è andata esattamente così tanto che i più coriacei possono vedere (qui il video dal minuto 20 fino a fine registrazione) l’ennesimo scambio di un gesto di pace tra il pacioso Randazzo ed il vicesindaco Orlando, due tra cui non corre proprio buonissimo sangue.

Tornando ai temi del dibattito la nota del consigliere di minoranza continua analizzando la replica degli uffici comunali e dal sindaco Cosentino, specificando indirettamente come buona parte dell’attuale maggioranza facesse parte della squadra a sostegno del sindaco precedente e dando un indirizzo a Bologna e Cosentino «Dalla risposta fornita dagli uffici comunali e dall’attuale Amministrazione Comunale – che ha amministrato anche negli anni scorsi (diversi componenti compreso attuale Sindaco) – si è evinto con comunicazione di giugno 2017 che il finanziamento non è più pervenuto anche perché diversi immobili comunali non risultano (da sempre) accatastati. È opportuno dire che i Paesc vengono ancora finanziati (l’anno scorso nuovo contributo ai comuni) per cui abbiamo voluto dire in consiglio comunale che ci sembra proprio opportuno, anche per intercettare altri finanziamenti (ad es. quelli del ricovery found) che il Comune si adoperi a sistemare l’accatastamento degli immobili comunali ancora sprovvisti (non è avvenuto sino ad ora).»

Chi ha perso dunque il finanziamento? É stato – come sostenuto da Bologna – l’ex assessore Randazzo? Oppure – stando alla tesi di Randazzo – si è trattata di leggerezza degli uffici? E l’attuale amministrazione, infine, quanta responsabilità ha in ciò che è accaduto? Difficile poterlo dire in mezzo a questo pulviscolo di parole, codici, sigle, richiami e riferimenti che sembra abbiano radici antiche, tanto da – a detta di Randazzo – coinvolgere un po’ tutti nel papocchio del PAES, insomma per dirla alla Guccini: “Perché una mano lavasse l’altra, tutti colpevoli e così sia”.

A conclusione, con un post scriptum degno di Lanza Del Vasto Randazzo precisa di non aver rivolto nessuna accusa durante l’ultimo consiglio comunale «Abbiamo voluto improntare il confronto per costruire e non per distruggere, nonostante da qualche parte e da un bel po’ di tempo si voglia dipingere il sottoscritto come colui che si azzuffa. Stare in minoranza dove i concittadini ti hanno voluto e svolgere il proprio ruolo è onesta e coerenza. Due valori.»

Al netto degli “attigghi” del consigliere bisogna annotare come il sottosuolo politico trappetese inizi a movimentarsi in prospettiva 2022 e seppure non spetti alla nostra opinione far suonare la campana, riteniamo opportuno aggiungere ai valori di onestà e coerenza ribaditi dal consigliere quello della chiarezza. Ora pro nobis caro consigliere!

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