CronacaTrappeto

Trappeto. Un altro cane morto avvelenato, così il paese marinaro diventa inferno per gli animali


Gesti disumani che riportano Trappeto nell’occhio del ciclone, il paese – infatti – è più volte balzato agli onori della cronaca per via delle morti per avvelenamento di cani e gatti randagi finendo – era il 2012 – tra le notizie di punta nell’edizione palermitana del quotidiano “La Repubblica”. Oggi l’ennesimo delitto, a farne le spese é Nerina, una cagnolina dolce e affettuosa con l’unica colpa di aver dato troppa confidenza alla persona che in questa vicenda ha mostrato di essere il più crudele animale del pianeta. Nerina sarebbe stata avvelenata da lumachicida (Metaldeide), una delle sostanze più tossiche e pericolose per i cani, infatti; questo tipo di veleno inizia ad avere già i primi sintomi, dopo appena un’ora dall’assunzione del tossico. Il tempismo in questo caso gioca un ruolo fondamentale per salvare la vita del cane. Un tempismo che a quanto pare non ci sarebbe stato perché secondo testimoni Nerina versava in brutte condizioni fin dalla giornata di ieri pomeriggio, con la più totale indifferenza fino alle ore 11.00, di stamattina, dove qualcuno si era mosso per tentare di salvare la vita alla cagnolina. Un cittadino, il primo a intervenire nella speranza di salvare la vita alla piccola Nerina, denuncia a gran voce su Facebook le sconsiderate considerazioni di chi doveva sin da subito attivarsi per l’animale «Questa mattina ero tranquillo e di botto l’indifferenza e la cattiverà dell’essere umano mi hanno spezzato il cuore – scrive M. sulla sua pagina Facebook – Un cane agonizzante per strada io che vado dalle autorità competenti e mi sento rispondere: “Ma si animalista? Prendetelo e vurricatelo sotto terra in un pizzo di campagna. Deve costare mille euro al Comune?” Questo mi ha risposto chi di competenza. C’è voluta una semplice telefonata al canile da parte mia e si sono mobilitati, ma purtroppo il cane è deceduto nella totale indifferenza di un intero paese». I soccorsi sono arrivati intorno alle 12.15, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare perché Nerina è morta nel Canile Sanitario, a Carini. La cagnolina ha lottato come una guerriera per rimanere attaccata a quella vita che l’è stata tolta dalla crudeltà e dall’indifferenza dell’uomo. Se i soccorsi fossero arrivati prima Nerina si sarebbe salvata? Secondo l’animalista Giuliana Gandolfo la risposta è Si: «Se i soccorsi fossero stati avvisati ieri sera/notte o questa mattina Nerina sarebbe ancora viva, ne sono certa – afferma Giuliana – Indubbiamente a questo seguirà una denuncia perché Nerina non può essere “argomento del 15 Marzo” è deleterio non appena arriva questo periodo, si fa una mattanza, come gli anni passati. È ora di prendere dei seri provvedimenti, questo veleno (lumachicida) è reperibile in determinati negozi e sarà mio interesse e di chi aveva a cuore Nerina e gli altri randagi andare a fondo in questa situazione – termina Giuliana Gandolfo – io non ho le competenze per indagare ma chi può deve ed io pretendo sia fatto». Indignazione anche dal mondo della politica, tra i primi ad esprimersi il Consigliere Salvatore Cutrò: «I temi della tutela, del rispetto e della garanzia di una vita agiata agli animali rappresentano valori che dovrebbero essere universali, apprendere che nella nostra comunità esistono personaggi a cui sfugge tutto questo è motivo di riflessione e tristezza.»

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