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[ESCLUSIVA] Le parole di Monica Di Piazza: “Siamo sdegnati dalle offese dei social, chiediamo rispetto”

Intervistata in esclusiva da "Il Tarlo" Monica Di Piazza si fa portavoce della protesta della famiglia di Ana: "Fa male che tante donne la considerino una poco di buono"


Dopo aver ricevuto il suo messaggio abbiamo raccolto in esclusiva la testimonianza di Monica Di Piazza, cugina di Ana Di Piazza barbaramente uccisa da Antonino Borgia lo scorso 22 novembre. Di seguito il messaggio pubblicato dalla giovane sul proprio profilo Facebook in cui viene chiesto rispetto e si condanna l’atteggiamento ignobile di molti utenti che nei social hanno fatto passare il messaggio che Ana se la sia in qualche modo cercata.

“Fino ad oggi la Famiglia Di Piazza ha mantenuto un silenzio Rispetto nei confronti di questa immensa TRAGEDIA
Abbiamo evitato di rilasciare dichiarazioni,di parlare dell’accaduto e di aggiungere,delle parole , che a mio parere sarebbero state semplicemente FUTILI difronte ad un ABOMINIO di questo genere. ADESSO PERÒ SIAMO STANCHI.  n quattro giorni abbiamo letto di tutto,ogni genere di insulto possibile ed immaginabile
ADESSO BASTA. ADESSO PARLIAMO NOI.


Ana era una ragazza come tantissime altre LIBERA DI FARE CIÒ CHE VOLEVA DELLA PROPRIA VITA. Si è parlato di femminicidio,sono state fatte manifestazioni ma a cosa servono ogni anno queste PAGLIACCIATE,si passatemi il termine,perché sono solo tali ,delle grandissime PAGLIACCIATE. A cosa servono quando sono le stesse DONNE A COMMETTERE FEMMINICIDIO? A cosa serve quando Donne come questa qui sotto,dicono determinate cose? Una delle tantissime aggiungerei,purtroppo. Il femminicidio non è solo un uomo che uccide una donna Il femminicidio è anche questo.  C’è un immenso dolore che avvolge tutta questa situazione
Ma la cosa più grave è che ormai A PRESCINDERE DA TUTTO LEI NON CI SIA PIÙ, lei gli occhi non li riaprirà domani mattina convinta che fosse solo un brutto sogno,il bambino che portava in grembo non nascerà mai e il piccolo che ha già 11 anni crescerà ,SENZA LA MADRE. Viene chiesto rispetto per la famiglia della vittima e lo si concede perché moglie e figli non sono colpevoli per ciò che ha fatto QUEL GRANDISSIMO PORCO.

Ma chiediamo RISPETTO anche per lei. Evitate le battutine squallide , i “ma lei però”, o la peggior frase che si possa dire “si però lei si è cercata questa fine.” Abbiate RISPETTO STATEVI ZITTE. E per tutte quelle donne che si sono sporcate la bocca contro questa povera ragazza ormai MORTA. Dico una cosa ,se vi brucia che il marito vi faccia le corna,se vi brucia non essere più delle trentenni ,andate in analisi che sono sicura potranno aiutarvi. Sciacquatevi la BOCCA.”

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