Liccate a SardaTrappeto

Trappeto presente alla Fiera del Turismo di Rimini! Ah no, è solo un sogno

Tante idee, tante parole e tanta confusione su come rilanciare un progetto-paese ormai sempre più fallimentare


Li abbiamo visti, impettiti e sorridenti a Rimini intenti a promuovere Trappeto e le sue bellezze: dai tramonti all’acqua cristallina della spiaggia del Casello passando per il Lungomare e per il centro storico, poi però è suonata la sveglia e la triste quotidianità mattutina ci ha rapiti lasciandoci, tuttavia, l’amaro di una bile prodotta in quantità sempre più industriali.

Fin troppo facile dire che mancano gli slanci ed oltremodo semplice affermare che vengono meno le idee: quella del Sindaco di Trappeto è una storia sfortunata, forse nata con i giusti presupposti ideali ma che ha assunto man mano una disarmante parabola discendente limitando il confronto politico a mera ratifica di scelte non condivise e spesso imposte con un’autorità che spaventa.

Veniamo dunque allo psicodramma di un paese che abbaia al turismo come un cane alla luna, che sovente ama sciacquarsi il gargarozzo con parole come “albergo diffuso”, “turismo esperienziale”, “turismo della terza età” ma che nei fatti resta prigioniero dell’immobilismo della sua classe dirigente e di idee vecchie. Li abbiamo visti in chiave di rappresentanza a Solingen come ambasciatori di pace, risate, video e brochurine promozionali all’intero del festival Solitalia, una manifestazione graziosa e ben fatta, ma che riguardava in larga parte emigrati che Trappeto la conoscono bene. A Rimini, invece, si è preferito non andare, forse perchè è tempo d’olio e di olive o forse perchè infondo non è strettamente necessario instaurare un rapporto di coerenza tra idea e azione consapevoli che spesso la gente resta incantata dai fuochi fatui, contemplando l’inganno di ciò che si crede magia.

Ecco dunque la piccola San Vito trappetese, dove tutto si dice sia cambiato ed in cui ci si ostina a parlare di sviluppo e svolta, una terra di mezzo che vive, florida, nelle invenzioni di chi la governa e che, nei fatti, cade sotto i colpi di un’economia quasi del tutto inesistente e di un turismo anodino. Chissà se la nuova notte porterà con sè un altro sogno lucido, dove la Cenerentola del Golfo di Castellammare diventa principessa fino allo scadere della mezzanotte per poi tornare a gambe levate lì dove non batte il sole della gloria e il buio dell’infamia, trovando rifugio nell’anonimato a cui si è affezionata.

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