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Produzione di olio, nel Belice le percentuali sono nefaste: -70% rispetto agli standard

Il crollo sarebbe dovuto alle piogge dello scorso maggio avvenute durante la fioritura danneggiando il fiore e la nascita del frutto.


La produzione olivicola siciliana del 2019 è più complessa e articolata del previsto, con buoni risultati per quanto riguarda l’olio dell’Etna e della provincia di Catania, Ragusa e Siracusa, e punte di bassissima produzione nella Sicilia occidentale, con il peggior risultato in termini di quantità di produzione su Trapani. Non sono andate bene neanche Agrigento, Enna, Caltanissetta.

Questa non omogenea situazione non permette alla produzione olivicola della Sicilia quest’anno di registrare un dato positivo in termini assoluti. Per la Valle del Belice, nota per la produzione della Nocellara, Nino Bascio, Presidente del Consorzio dell’Olio Evo Dop «Valle del Belice», parla di «situazione disastrosa, con il 70% in meno della produzione normale. Il calo – ha spiegato – è dovuto alle piogge dello scorso maggio nel momento della fioritura, che hanno danneggiato il fiore e la nascita del frutto. Ci sono appezzamenti di migliaia di piante senza una sola oliva, per una annata da dimenticare. Si salvano solo casi particolari». Per la Sicilia orientale si parla invece di una buona annata, ma solo rispetto allo scorso anno.

Gino Catania, presidente Società cooperativa Apo (Associazione produttori olivicoli) presidente consorzio di tutela Monte Etna Dop, ci spiega la complessità della raccolta siciliana del 2019: «La campagna attuale – ha detto – rispetto alla precedente (pessima per quantità e qualità), si presume abbia un 65% in più di produzione.

Sonia Distefano – La Sicilia

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