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Trappeto, la minoranza litiga e si spacca in consiglio. L’asse Alfano-Cutrò limita un Randazzo sempre più solo

L'opposizone si fa la guerra sotto gli occhi della maggioranza, i toni aspri di Randazzo compattato Alfano e Cutrò, Cosentino, intanto, ride sotto i baffi.

In più di una circostanza, in passato, abbiamo disquisito su possibili crepe all’interno della maggioranza guidata da Santo Cosentino tastando il polso di malumori e mal di pancia che, in un modo o nell’altro, sindaco e fedelissimi sono riusciti a sedare. Occorre oggi parlare della spaccatura netta all’interno delle già ben strutturate anime della minoranza trappetese, ciò è reso necessario dopo le parole infuocate dell’ultimo consiglio comunale in cui l’asse Alfano-Cutrò si è scontrata con Salvo Randazzo sul tema della nomina dei membri della commissione toponomastica.

Procedendo per gradi ed analizzando le parole pronunciate da Randazzo le divergenze interne alla minoranza hanno trovato terreno fertile già prima dell’ultima assise cittadina, ciò si evince da un passaggio della nota del gruppo “Trappetesi” portata in consiglio comunale dove – in riferimento ai colleghi Alfano e Cutrò – si parla di “Composita minoranza che nonostante i tentativi di arrivare a una proposta condivisa preferisce l’arroccamento individualistico.”.

In buona sintesi appare evidente che Salvo Randazzo abbia mal digerito quella che definisce una mancata partecipazione sul nome della commissione toponomastica da portare al voto del consiglio, ma è giusto parlare di arroccamento individualistico, dunque finanche di uno steccato posto da Alfano e Cutrò nel tentativo di isolare il terzo esponente della minoranza? In merito abbiamo pochi indizi e solo gli interessati potrebbero far chiarezza sulle velate accuse avanzate da Randazzo durante il consiglio comunale dello scorso 10 novembre, tuttavia appare evidente come l’azione di Randazzo abbia contribuito alla nascita di un sodalizio poco ipotizzabile fino a qualche mese fa.

L’asse Alfano-Cutrò, due che seppure manifestando stima reciproca non avevano fin qui dimostrato convergenze, appare oggi come una realtà consolidata all’interno delle micro-dinamiche del consiglio comunale trappetese, ciò a discapito di un Randazzo sempre più solo, vittima – forse – di una strategia che in diverse circostanze lo ha visto agire in solitaria nel tentativo di arginare ad ogni costo la voce della maggioranza, azioni che in diverse circostanze hanno visto i due colleghi di minoranza prendere le distanze se non addirittura (molteplici in tal senso sono gli interventi di Alfano) andare contro le invettive del capogruppo dei “Trappetesi”.

Randazzo causa del suo male, dunque? E’ certo un errore imputare al giovane consigliere un surplus di responsabilità, esercitare il proprio diritto di critica in una visione propositiva è sempre stato un punto fermo dell’ex assessore all’ambiente, ma è impossibile non accorgersi di come gli attacchi frontali e a testa bassa di Randazzo, sprovvisti talvolta di meditazione politica, abbiano portato ad uno scollamento definitivo tra il gruppo dei “Trappetesi” e i consiglieri Alfano e Cutrò.

Grasso che cola per la già salda maggioranza di Cosentino, dunque, che osserva gongolando il nuovo asset del consiglio comunale, consapevole che pur avendo i numeri per fare e disfare a proprio piacimento, l’antico schema del divide et impera puo’ rivelarsi un’arma ancora utile, specie quando non occorre nemmeno lo sforzo di scendere in campo per frazionare gli avversari.

Difficile pronosticare le dinamiche future generate dall’alleanza tra Maurizio Alfano e Salvatore Cutrò, più semplice è l’analisi di un Randazzo sempre più ai margini del consiglio, messo alle corde finanche dai colleghi di minoranza ad eccezione del consigliere Nancy Bologna. Dialogo o divergenza totale fino a fine consigliatura, dunque? Le accuse al vetriolo dell’ultimo consiglio poco lasciano all’ipotesi di un risanamento dei rapporti, il fronte Alfano-Cutrò accusa Randazzo di aver aggirato le regole dando lettura del curriculum del proprio candidato alla commissione toponomastica in violazione a quanto disciplinato, Randazzo, da par suo, rimanda al mittente ogni critica annunciando il ritiro della nomina di Orazio De Guilmi e contrattaccando per le rime sotto lo sguardo compiaciuto della maggioranza, di certo poco risentita dalla scazzottata verbale tra gli scranni delle opposizioni.

In uno scenario così caotico all’interno della minoranza trappetese, si puo’ facilmente immaginare il sorriso “berlusconiano” di un Cosentino consapevole che la strada è in discesa, specie se in minoranza ci si divora tra simili.

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