Liccate a SardaTrappeto

Trappeto. Quali i papabili alle prossime elezioni? La nostra lista tra vecchi e nuovi della politica cittadina

Abbiamo giocato scegliendo sei figure per le amministrative del 2022. Continuità o largo ai giovani? Nomi, ipotesi e motivazioni di un futuro prossimo

Di certo è troppo presto per discutere con concretezza sui nuovi candidati trappetesi tuttavia, seppure manchi poco meno di 2 anni alla fine del quinquennio guidato da Santo Cosentino è bene fare un punto, provando a tracciare dei profili – individuati sulla base dell’esposizione e dell’impegno all’interno dell’attuale mandato. Nomi ed impressioni sono, dunque, quadri di una esposizione giornalistica e per niente affini alle reali intenzioni dei presenti: un gioco estivo senza troppe pretese, storie tragiche nate per gioco, dunque meritevoli di esaltanti smentite dagli interessati.

I nomi della maggioranza

Santo Cosentino. Se fino a qualche mese fa nemmeno la materializzazione di San Michele Arcangelo avrebbe convinto l’attuale primo cittadino all’idea di un secondo mandato, oggi le cose appaiono assai cambiate. La gestione dell’emergenza durante la quarantena ha regalato un sindaco tonico e sicuro di se, un uomo in netta rotta di collisione con un inizio mandato confuso e burrascoso che ha toccato il fondo a gennaio 2020 con la partecipazione alla distribuzione di calze nere a marchio Forza Nuova. Da allora la risalita di Cosentino è stata verticale: deciso, presente, redivivo dopo la manifestazione antifascista del 19 gennaio, insomma un Cosentino tirato a lucido che dopo la tempesta ha incassato diversi punti a favore, dal finanziamento per la messa in sicurezza del costone sotto il lungomare ai lavori di ammodernamento urbano passando per la raccolta differenziata ormai entrata a regime – sia pure per grande merito di Agesp e dei cittadini – nella finestra della sua sindacatura.

Rosita Orlando. E se la storia si ripetesse? La realtà trappetese è ricca di precedenti in cui il vicesindaco si ritiene pronto a spiccare il volo verso la poltrona che conta. Potrebbe essere la volta dell’assessore ai servizi sociali Rosita Orlando che, dopo anni di gavetta tra gli scranni di minoranza ed un esperienza da amministratore già in tasca durante il mandato di Giuseppe Vitale, è senza dubbio da menzionare come possibile Margaret Thatcher trappetese: dal carattere forte e deciso, vanta l’amicizia del deputato all’ARS Edmondo Tamajo. Una discesa in campo che, semmai culminasse con la vittoria, iscriverebbe Rosita Orlando nella storia del comune marinaro come prima donna sindaco.

Salvatore Orlando. Presidente del Consiglio dell’attuale maggioranza, vicesindaco con Giuseppe Muscolino, uomo di mediazione durante il governissimo che portò una parte di minoranza a sostenere il barcollante Giuseppe Vitale dopo la crisi del 2014. Anche lui sembra avere tutte le credenziali per il grande salto! Abituato a lavorare nelle retrovie con un’etica quasi calvinista dell’abnegazione politica, anche lui va menzionato di diritto nei papabili nomi nuovi per la carica di sindaco. Fervido sostenitore di Cosentino, Orlando ha sempre fatto della fedeltà una costante della sua esperienza politica. Il diretto interessato più volte ha smentito l’ipotesi di indossare una fascia tricolore ma il 2022 sancirà i suoi 20 anni nella politica locale, un tempo assai abbondante per vederlo come figura apicale del municipio trappetese.

Tre nomi tra la maggioranza, capigruppo ed generazioni diverse

Salvatore Cutrò. Ci riproverà? Al momento non è certo che il sindaco tra i più iconici degli anni ’90 trappetesi si ripresenti alle amministrative. Vanta esperienza ed un rinnovato curriculum da consigliere comunale dopo un lungo periodo di assenza che lo ha tenuto fuori dai giochi politici per due decenni. Phisique du ròle dal canto suo e tanta passione, ultimo rappresentante di una generazione politica il cui ultimo esponente è stato il compianto Giusppe Vitale, passione e contatto con la base i punti di forza di Cutrò.

Maurizio Alfano. E’ l’uomo nuovo, colui che non ti aspetti possa sedere tra i banchi del Consiglio Comunale ad inizio campagna elettorale 2017, eletto tra le fila di Vitale, l’avvocato ha presto sentito l’esigenza di una propria autonomia, sofista per professione nella vita di tutti i giorni, abile interprete della contraddizione e delle alternative in Consiglio. Burocrate ma solo all’apparenza, tra i suoi cavalli di battaglia l’esigenza di ripensare il modello economico-turistico di Trappeto. Rappresentante dei musumeciani tra gli scranni, potremmo definirlo un “bellissimo” dotato di abile dialettica, seppure non sia un indigeno del territorio, Maurizio Alfano passa con merito da “bello e impossibile” a bello e papabile per un ruolo importante.

Salvatore Randazzo. Il più giovane di 3 capigruppo. Per lui pioggia di voti alle scorse amministrative vissute da braccio destro di Giuseppe Vitale. Maturo quanto basta per imporsi come candidato sindaco tra 2 anni. Area PD con un debole per Cracolici, cresciuto politicamente al desco di Vitale ed alla prima esperienza in minoranza, Randazzo si è distinto in Consiglio Comunale e con la stampa come prode avversario politico di Santo Cosentino, presente seppur lontano per motivi di lavoro, dalla sua il contatto con la gente e l’attenzione per il territorio. Al netto di qualsiasi decisione imposta dalle scelte di vita, Salvo Randazzo resta un nome per le prossime elezioni.

Gli autsider tra ritorni e nomi nuovi. Libero spazio alla fantasia

Dire autsider a due anni dalle elezioni equivale all’espressione del “tutto” e del suo contrario. Nomi nuovi all’orizzonte e qualche volto conosciuto lasciano intendere un certo interesse per la corsa a primo cittadino, al di là di qualsiasi ipotesi è assodato come il voto d’opinione sia ancora distante dal tessuto elettorale trappetese dunque è assai probabile che il “nuovo trappetese” dovrà dialogare con le famiglie che storicamente a trappeto hanno la forza di influenzare il voto: una batteria di facce in disuso mista a gente pronta a mettersi in gioco senza dimenticare il peso di Forza Nuova che con attività sul territorio ha messo in piedi un sistema organizzato di militanti che potrebbero far gola all’interno dei flussi delle liste civiche.

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