CronacaTrappeto

Trappeto, quarto giorno della crisi. Cosentino non si scusa e contraddice la versione del suo vicesindaco

Il sindaco di Trappeto va avanti per la sua strada e lo fa sulle pagine de "Il Fatto Quotidiano", davvero non si rende conto di una colossale magra figura per Trappeto?



Se il capitano di una nave decide di portare a picco il vascello di certo non ha il diritto di trascinare insieme insieme a lui tutti i passeggeri a bordo. Con questo semplice costrutto retorico potremmo descrivere l’azione del sindaco di Trappeto Santo Cosentino che giunto ormai al quarto giorno della crisi nata dalle calze nere a marchio Forza Nuova, non sembra per niente deciso a scusarsi con quella ampia fetta di cittadini e società civile profondamente offesa dalla leggerezza commessa in combine al vicesindaco Rosita Orlando. Le ultime dichiarazioni  sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”.

Scuse? Ripensamenti? Mettere in dubbio almeno per un istante le proprie azioni? No! Questo non sembra davvero il terreno di Santo Cosentino che minimizza sulle richieste di dimissioni piovute da più fronti nelle ultime ore e che addirittura schiaffeggia il buon senso e l’intelligenza dei cittadini  di Trappeto con un incomprensibile dichiarazione: “Abbiamo trovato anche noi le calze nere con la scritta “Forza Nuova” e siamo rimasti spiazzati”, parole gravi dunque, che per la prima volta costituiscono una pubblica ammissione di consapevolezza dei fatti e che sconfessano la prima ricostruzione fatta dal vicesindaco Rosita Orlando ai microfoni del giornalista Michele Giuliano: “Le calze di colore nero? -chiedeva il vicesindaco – Non ci avevo nemmeno fatto caso al colore.”

Poche idee, quindi, e per altro molto confuse. Qual’è la verità dei fatti? I due amministratori hanno partecipato alla manifestazione forzanovista senza rendersi conto delle calze o – come dice il vicesindaco – non hanno davvero fatto caso al colore ed al logo del partito? Due affermazioni che a rigor di logica non possono coesistere con una piccola aggravante sulle dichiarazioni del primo cittadino. Se, davvero, ci si è resi conto delle calze nere con la griffe di Forza Nuova, perchè si è rimasti a presenziare alla manifestazione? Davvero possiamo credere che i due amministratori sono stati così sprovveduti nel non rendersi subito conto della gravità dei fatti? E soprattutto come può Santo Cosentino continuare la sua arrampicata sugli specchi parlando di strumentalizzazione? A cos’altro si farà riferimento una volta finite le scorte di alibi pronto uso? Forse parleranno di complotto cosmico ordito ai loro danni, o dell’intervento dell’armata del male contro questa amministrazione?

L’atteggiamento di Cosentino non può quindi che essere interpretato come una continua sfida al buon senso ed alla dignità dei trappetesi e di tutta quella gente che a gran voce ha denunciato quanto accaduto lo scorso 5 gennaio, dopo quattro giorni, un cerchio magico spaccato, il silenzio imbarazzato dei suoi stessi consiglieri ed assessori possiamo dunque dire che Santo Cosentino sindaco di Trappeto le scuse ai suoi concittadini ed a tutte quelle persone ferite ed indignate dal suo gesto proprio non intende porle e non di certo – a sto punto è ragionevole pensarlo – per una questione di orgoglio, ma perchè non vi è l’esigenza interiore, quasi spirituale di un esame di coscienza.

Continua la crisi paradossale e vergognosa degli amministratori di Trappeto che non hanno ancora ben capito dove si annida la gravità di quanto accaduto, anzi rilanciano con estrema faciloneria sulle pagine di quotidiani nazionali in grado di dare sempre maggiore eco alla storia di un sindaco incapace di chiedere scusa ai suoi cittadini. Occorre umiltà e questo probabilmente la squadra di Santo Cosentino lo ha capito optando per un silenzio che aggrava oltremodo la posizione del sindaco.

Giunti alla fine dell’ennesimo capitolo di questa triste storia manifestiamo finanche compassione per un primo cittadino lasciato solo dai suoi probiviri, privo di consigli e di falchi strateghi, costretto – immaginiamo – ad affrontare la tormenta senza qualcuno disposto ad indicargli la via del buon senso.

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