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Friday for Future? No grazie! Sul Fiume Nocella si scarica di tutto, la denuncia di Loria. Dove stiamo andando?

Noi siciliani si sa che dall’alto della cultura millenaria di cui ci sentiamo custodi ed al contempo rappresentanti, certe “americanate” proprio non le tolleriamo. Così, mentre il mondo segue la scia della sedicenne Greta Thunberg manifestando dissenso e preoccupazione per il futuro dell’ecosistema, nella Valle del Nocella qualcuno continua ad aprire i rubinetti, gente instancabile che nulla ha a che vedere o – peggio – a che spartire con Francesco Loria e l’associazione “San Cataldo Baia della Legalità”, gente che quando deve fare un lavoro lo fa e basta senza fronzoli sulla morale o dissertazioni sul metodo.

Inquinamento, morte e devastazione arrivano ancora una volta dal Puddastri, l’affluente nero del Nocella, il torrente giusto per far veicolare veleni di ogni genere, liquami e sostanze che hanno quasi del tutto devastato l’equilibrio fluviale del tratto del fiume Nocella che dalla maledetta confluenza arriva fino alla Baia di San Cataldo. Tanti, troppi gli anni di silenzi, innumerevoli i volti che hanno sfilato sulla passerella del Nocella, pochi da contarli sulle dita di una mano – di contro – quelli che hanno provato e che tutt’ora provano a cambiare la tendenza e Francesco Loria da Partinico è uno di questi, uno di quelli “buoni” che per default non ama troppo i complimenti e men che meno i convenevoli, ma che saprà perdonare l’ardire di chi narra nel riconoscere il suo impegno, l’instancabile presenza, la capacità di sacrificarsi e di sacrificare nel nome di un idea tanto semplice da non essere compresa appieno dai tanti figuranti che attorno a lui ed al Nocella recitano miserabili ruoli strumentali.

Nella terra dove l’impegno disinteressato è bandito, denunciato, posto al pari di un reato e visto con gli occhi severi della condanna occorre raccontare di uomini come Loria, serve farlo non per rimpinzare il gargarozzo di chi ha fame di martiri ed eroi, ma per lasciare un indizio a chi in un’era forse a noi sconosciuta saprà spiegare tutto questo orrore. Altro non siamo che esegeti ciechi che, pur conoscendolo, non trovano modo di interpretare mezzo secolo di distruzione, come noi, forse, altre generazioni saranno parte del tormento solitario che affligge chi vorrebbe cambiare in meglio le cose. Forse anche quel ragazzino, colto oggi a giocare con una bottiglia di plastica dopo averla buttata per terra, sarà rapito dall’irrequieto sconforto.

“Cosa fai, perché non sei andato a Scuola?” – chiedo a quel ragazzino – “Oggi c’è sciopero, non c’è andato nessuno!” – mi fulmina con le parole e prima ancora on lo sguardo, quasi a intimarmi di non essere invadente – “Il mondo è tuo…” – provo a dire senza poter finire il mio sermone che arriva la sua replica: “Il mondo è tuo… il mondo è mio… lo fanno tutti cosa cambia se non lo faccio io?”. Bene Caro Frà siamo forse stupidi idealisti, ma siamo certo buoni stupidi idealisti che non si curano del numero di chi sta in platea né della qualità dei loro abbai, spero di non dover più raccontarti agli altri, un giorno, così come spero di non dover più spiegare a teste dure come i sassi (i cuticchiùna) di San Cataldo le parole di Danilo: vince chi resiste alla nausea  / vince chi perde meno,  / chi non ha da perdere / vince chi resiste alla tentazione di evadere, chi resiste tra le infinite tentazioni di suicidarsi / vince chi cerca non smarrire / il senso della direzione / vince chi non si illude.

La denuncia di Francesco Loria

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