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Il Comune di Trappeto perde un finanziamento da 10.700 euro. Randazzo attacca ma per la maggioranza la colpa è sua

I fatti sono emersi da un'interrogazione del consigliere Randazzo, ex assessore all'ambiente e responsabile - secondo la maggioranza - della perdita del finanziamento sull'efficientamento energetico

Il Comune di Trappeto ha perso un finanziamento di 10.700 euro per l’efficientamento energetico malgrado aver commissionato il PAES (Piano di azione per l’energia Sostenibile e Clima). Questa l’unica certezza emersa durante l’ultimo consiglio comunale e che ha visto – ancora una volta – scontrarsi la Giunta comunale ed il consigliere di minoranza Salvatore Randazzo.

Tutto nasce da un’interpellanza presentata dal gruppo consigliare “Trappetesi” di cui Randazzo è capofila e dove si chiede all’amministrazione guidata da Cosentino se l’amministrazione si è dotata dell’aggiornamento del documento finalizzato ad intercettare i finanziamenti necessari per la riduzione delle emissioni di CO. In sintesi tale documento (oggi chiamato PAESC) viene redatto dai comuni che sottoscrivono il “Patto dei Sindaci”, un’intesa volta a dimostrare quali azioni intendono intraprendere le amministrazioni comunali per raggiungere un miglior efficientamento energetico nel proprio comune.

Da qui, dunque dal documento presentato da Randazzo, arriva la risposta dell’assessore al Bilancio Emanuele Bologna che legge in consiglio una relazione dei tecnici del Comune in cui vengono evidenziate le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento, motivazioni che – stando alle date dei documenti – coinvolgono direttamente Randazzo all’epoca assessore all’ambiente del comune tra le fila della passata amministrazione. Un clamoroso autogol? Non per Randazzo che – di tutto punto – ribatte di aver dato l’indirizzo politico, dunque non sentendosi correo della perdita del finanziamento che – oltretutto – si è rivelata una duplice beffa per Trappeto in quanto, oltre a non aver compilato correttamente la documentazione necessaria perdendo quindi il finanziamento, il Comune dovrà pagare la parcella dell’ingegnere a cui è stato commissionato il PAES.

Dunque, senza finanziamento e con una spesa pari al 30% del totale di 5.114.60 euro liquidata al tecnico incaricato: che bel pasticcio cari signori! L’indice contro Randazzo arriva dall’assessore Bologna che così si esprime in aula: «Pare evidente come nei punti dell’ufficio tecnico le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento sono abbastanza gravi, l’ente preposto non ha riconosciuto la predisposizione del PAES affidata all’ing. Pennisi per cui la parcella del professionista è stata liquidata con fondi comunali con parcella del 30%. Una spesa non prevista per questo comune».

Il parapiglia – come spesso accaduto in Consiglio Comunale – arriva con la risposta di Randazzo che dapprima ironizza su come Bologna sostituisca sempre il sindaco nelle risposte e poi si azzuffa con il vicesindaco Orlando rimettendosi al regolamento comunale pertinente la discussione delle interrogazioni comunali: «Non sono soddisfatto della risposta – incalza Randazzo – capisco l’errore saltato fuori ma mi sarei aspettato di conoscere quali interventi precisi sono stati adottati per risolvere questa situazione, abbiamo chiesto se si parteciperà al correlato del MISE in seno al Decreto Crescita.»

La replica dell’assessore Bologna è sarcastica «Non è una novità che il Randazzo non sia soddisfatto della risposta, si tratta di un’interrogazione che dovevi fare a te stesso in quanto all’epoca dei fatti l’assessore di pertinenza eri tu – ribatte Bologna a Randazzo – nel 2017 ci siamo ritrovati una settimana dopo la nostra elezione con la comunicazione del finanziamento annullato. Il PAES ha provocato un danno erariale con l’ingegnere pari a 1.400 euro. È stato redatto un documento chiaro dall’ufficio tecnico: consumi e proiezioni calcolati in maniera errata, assenza delle condizioni per aderire al PAES, ci sono una serie di cose che mi fanno sostenere come Randazzo doveva interrogare se stesso su questo argomento.»

Randazzo a sua difesa precisa che gli assessori danno un indirizzo politico mentre le procedure vengono seguite da altri e annota come il PAES  era passato in Consiglio nel 2013 con voto favorevole dell’allora minoranza muscoliniana e poi nuovamente nel 2015 con i muscoliniani entrati in maggioranza ancora una volta favorevoli. «Se vogliamo dare colpe e contro-colpe questo mi sembra il ruolo non esatto – replica Randazzo al presidente del Consiglio – devo dire che occorre prendere una soluzione immediata anche in presenza del mancato accatastamento degli immobili comunali al fine di farsi trovare pronti con un piano predisposto, ecco perché la nostra interrogazione è servita a far emergere un problema che si deve risolvere al più presto.»

Il vicesindaco Rosita Orlando ironizza sul contenuto del documento presentato dal gruppo Trappetesi rivolgendosi a Randazzo attraverso il Presidente del Consiglio «Il ragionamento di Randazzo non fa una piega qualora si trattasse di un altro consigliere, ma Randazzo ha fatto un interrogazione a quanto fatto da lui stessi in qualità di assessore!».

Quale che sia la demagogia messa in atto in Consiglio Comunale, pare evidente come in tempi di magra Trappeto continui a non essere al passo con gli altri paesi del Golfo di Castellammare o – per lo meno – non riesce ad essere sufficientemente attenta a captare le risorse virtuose. Sui fatti, che sia dimenticanza degli uffici o responsabilità di Randazzo, occorre far sufficiente chiarezza poiché appare alquanto incomprensibile come l’ex assessore all’ambiente possa avanzare interrogazioni che lo vedrebbero – stando alle dichiarazioni della maggioranza – responsabile della perdita del finanziamento. Randazzo in stato confusionale o Cosentino che gioca a bluff? Lo scopriremo andando a fondo su questo argomento.

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