Liccate a SardaTrappeto

Trappeto 2022. Qualcosa si muove: Cosentino potrebbe lasciare spazio, Salvo Randazzo è il candidato giusto?

Ad un anno e mezzo dalle amministrative qualcosa a Trappeto inizia a fermentare. Tra analisi e semiserie supposizioni proviamo a immaginare i contendenti alla poltrona di nuovo sindaco del comune

Seppure ad occhi distratti diciotto mesi possono sembrare un tempo esageratamente lungo, così non è per i santoni della politica trappetese, pronti a richiamare le truppe per sferrare l’assalto all’armata di Santo Cosentino alle prossime amministrative. Già qualche mese fa – senza particolari ambizioni di veggenza – abbiamo solleticato l’attitudine al gossip politico dei nostri lettori trappetesi pescando possibili competitors tra le fila dell’attuale maggioranza e tra i consiglieri di minoranza, dando così vita ad un dibattito sul futuro politico del borgo marinaro tra semi-certezze ed interrogativi ancora ben nascosti dai maestri delle logge cittadine.

E’ chiaro che l’attuale amministrazione punta ad un Cosentino-bis ma l’ipotesi di un avvicendamento in maggioranza non è del tutto da escludere specie alla luce del sostegno del fronte muscoliniano alle elezioni del 2017. Supposizioni che porterebbero a due nomi che oltre al pregio della loro carica attuale sbaraglierebbero i compagni di casacca per curriculum, gli Orlando – rispettivamente Rosita e Salvatore, vicesindaco e presidente del consiglio – potrebbero appetire nel caso di uno scontro tra due soli candidati, ingolosendo quella percentuale di elettorato senza padrone non particolarmente entusiasta di Santo Cosentino.

Sul fronte opposto la situazione è indecifrabile, Cutrò resta un’ipotesi ancora degna di menzione e Salvo Randazzo, da molti definito come l’anima critica del consiglio comunale pare giunto ad una sufficiente esperienza per fare il grande salto e scendere sul ring delle prossime elezioni, differente è il caso del consigliere Maurizio Alfano che in questi anni ha saputo guadagnarsi la stima di molti concittadini ma paga – manco fosse il secondo articolo della costituzione statunitense –  il fatto di non avere Trappeto come luogo di nascita sulla carta d’identità, quella di Alfano candidato a sindaco appare – dunque – una strada poco perseguibile e che riceverebbe scarso appoggio da quelle famiglie pronte a tutto pur di evitare una nuova sconfitta elettorale.

Ad oggi la marcatura è a uomo, le squadre partono organizzate, i gruppi politici ricomposti, qualcuno è tornato all’ovile di provenienza e a breve – così come vuole la tradizione – si darà vita alla danza delle consultazioni: un’esercitazione erotico-politica degna di essere attenzionata a sociologici ed antropologi di livello. Tra i tanti nomi – che non faremo perchè ancora sprovvisti da fonti ufficiali – campeggiano i soliti volti noti, ovverosia coloro che alzano il dito ad ogni tornata elettorale ma che poi – consci di non rappresentare la sintesi tra le varie famiglie – ridimensionano le proprie ambizioni rimettendo nell’armadio il sogno proibito di correre per la poltrona più importante di Trappeto.

Non mancano tuttavia le sorprese, cioè un parterre di nomi nuovi tentati dal grande slancio ma ancora incerti sulla discesa nel campo della politica, anche in questo caso ambizioni e aspirazioni hanno un diverso ritmo di respirazione, oscillano tra eccitazione e riflessione alla ricerca di un supporto, un benestare che abbia il sapore della vestizione del prescelto, nella consapevolezza che senza l’appoggio del fronte anticosentiniano alle prossime elezioni si farebbe poco più che arredamento.

Una corsa a due. Questo è quello che sperano gli sconfitti del 2017, smembrare i voti degli avversari come nella scorsa tornata elettorale è l’ambizione di un sindaco che al Divide et impera deve l’essenza stessa della propria identità. Sottraendo le incognite, gli elementi di cui si ha contezza portano al nome di Salvo Randazzo come possibile contendente, uno scontro che replicherebbe nelle piazze gli animati dibattiti tra il consigliere di minoranza ed il sindaco Cosentino quasi mai in sintonia durante questo mandato. Randazzo, ancora sostenuto da buona parte della base di quello che fu l’ultimo cartello politico di Giuseppe Vitale potrebbe creare qualche grattacapo agli strateghi della maggioranza, specie se accanto alla sua candidatura si affiancassero i grandi elettori trappetesi.

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