CronacaTrappeto

Trappeto. Puccio sulle accuse di FN: “Loro parole diffamatorie, non passerà inosservato il silenzio dell’amministrazione comunale”

In una nota comunale il primo cittadino di Capaci si dice pronto a non soprassedere sulle parole del forzanovista Tinaglia e sul silenzio del sindaco Cosentino dopo le pesanti accuse mosse dalla sezione di FN Trappeto in cui Puccio viene inserito tra i "mandanti morali" delle scritte contro la sede cittadina del partito di estrema destra.



A qualche giorno dalla compatta di scritte antifasciste e contro la sezione di Forza Nuova a Trappeto, arrivano le parole del primo cittadino di Capaci Pietro Puccio, tirato il ballo dal responsabile forzanovista Maurizio Tinaglia e tacciato di essere tra i “mandanti morali” di un attacco contro la sede locale del partito di estrema destra.

Senza mezze misure Puccio prende posizione in merito alle accuse ricevute e parla di una pericolosa lista di proscrizione stilata da Tinaglia, un elenco di nomi e cognomi che potrebbe indurre qualcuno a fare giustizia sommaria.

“In relazione al delirante e farneticante comunicato della sede di Forza Nuova di Trappeto, diramato da un loro esponente, contenente insulti e minacce, ci preme evidenziare e puntualizzare alcuni aspetti. – Così esordisce il sindaco di Capaci nella sua nota – Non abbiamo alcuna difficoltà a condannare esplicitamente e totalmente l’azione sconsiderata e quanto accaduto con l’imbrattamento di alcuni muri privati. La nostra storia personale e politica è lì a testimoniare che le battaglie ideali e sociali in cui abbiamo sempre creduto, le abbiamo sempre combattute a testa alta ed a viso aperto, motivati esclusivamente dallab ontà dei nostri propositi e dalla convinzione di lottare ed operare per una giusta causa e per dei nobili principi. In tutti questi anni abbiamo fatto tesoro essenzialmente di una cosa: se si hanno le prove di ciò che si sostiene (cioè che qualcuno abbia commesso un’azione non conforme alla legge), ci si reca presso la più vicina stazione dei Carabinieri a sporgere la denuncia; non averlo fatto, equivale ad auto fregiarsi dell’appellativo di vigliacchi.

Avere affidato ad un comunicato sui social il racconto di quanto accaduto, indicando in tale sede anche con nome e cognome i presunti “mandanti morali”, insinua in noi ed in molti più di un dubbio sulla “reale”
intenzione degli autori della nota, che è magari quella di stilare una specie di “lista di proscrizione”, suggerendo a qualche malintenzionato o turbato mentale il “bersaglio” su cui indirizzare e sfogare i loro istinti più bassi e le loro frustrazioni più acute. Tutto ciò sarebbe perfettamente in linea con la turpe ideologia che li muove e con i profili degli squallidi ed inquietanti personaggi che ispirano ed “illuminano” la loro azione politica o che fanno parte del loro Pantheon ideologico, sui quali si è pronunciata già una volta, ed in modo inappellabile, la Storia.

Coerentemente con una visione a tutto tondo della storia e degli eventi Puccio rivendica il proprio antifascismo e pur condannando le iscrizioni murali si dice pronto a non indietreggiare dinanzi alle parole di Maurizio Tinaglia che definisce diffamatoria ed inneggianti all’odio:”Un solo punto condividiamo di quel comunicato, quando ci “accusano” di antifascismo. L’esistenza umana è fatta di scelte, costoro hanno scelto di avere come ispiratori politici il dittatore Benito Mussolini, e poi vi via tutti gli avanzi umani e politici della stagione più tragica e cupa dell’Italia repubblicana, quello dello stragismo fascista. Noi rivendichiamo con orgoglio il nostro antifascismo, custodito preziosamente nella nostra Costituzione e formatosi con i valori e con gli esempi di uomini come Ferruccio Parri, Giorgio Amendola, Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, i fratelli Rosselli, Sandro Pertini, che hanno speso la loro vita e lottato per la democrazia, affinché venisse restituita la libertà di parola e di associazione, negate dalla dittatura fascista, a TUTTI gli italiani, anche agli imbecilli.

Coerentemente con una visione a tutto tondo della storia e degli eventi Puccio rivendica il proprio antifascismo e pur condannando le iscrizioni murali si dice pronto a non indietreggiare dinanzi alle parole di Maurizio Tinaglia che definisce diffamatoria ed inneggianti all’odio, infine la nota amara del sindaco di Capaci circa il silenzio assordante dell’amministrazione comunale e del collega trappetese da cui non è arrivata nessuna parola a favore né di condanna alle accuse ai cittadini né di solidarietà al collega capaciota.

In tal senso Puccio sottolinea come – al pari dell’atteggiamento forzanovista – non passerà inosservato il silenzio della squadra di Cosentino: “Ribadiamo la ferma condanna per le scritte comparse sui muri, ma non possiamo ignorare o minimizzare il carattere diffamatorio e di incitamento all’odio (ed alla ritorsione?) del comunicato di FN Trappeto, per cui esso non passerà inosservato, come non passa inosservato il silenzio (omertoso? compiaciuto? imbarazzato?) dell’Amministrazione trappetese e della sua guida, che non prende pubblicamente le distanze da tale comportamento “squadrista” e non pronuncia alcuna parola di solidarietà non solo verso i propri concittadini, ma anche verso un suo collega di un paese vicino che, come lui, condivide tale difficile esperienza amministrativa in un periodo così travagliato e complesso.”.

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